Dieta sana, costi in aumento e differenze tra Nord e Sud

Di Vito Fiori

Il costo di una dieta sana e sostenibile in Italia varia sensibilmente nel tempo e sul territorio, con un andamento che registra rincari nei mesi primaverili ed estivi – fatta eccezione per i bambini più piccoli – e marcate differenze tra le diverse aree del Paese. In alcuni casi, la spesa mensile può superare i 200 euro. A evidenziarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Quality & Quantity, firmato da Stefano Marchetti dell’Università di Pisa insieme a Ilaria Benedetti (Università della Tuscia), Haoran Yang (Università di Pisa) e Mathias Silva Vazquez (Università di Roma Tor Vergata).

Il paniere

L’analisi prende in esame il costo di un paniere alimentare ispirato alla dieta mediterranea, mostrando come siano gli uomini adulti a sostenere la spesa più elevata: nei mesi primaverili ed estivi il costo supera stabilmente i 200 euro mensili, mentre nelle stagioni autunnali e invernali si attesta intorno ai 150-160 euro. Nel triennio preso in esame dallo studio, l’aumento complessivo si aggira intorno al 20 per cento. Andamento simile anche per le donne adulte: nei mesi caldi, la spesa media passa da circa 175 a oltre 200 euro, mentre nei mesi freddi cresce da circa 130 a 156 euro. Anche in questo caso, l’incremento complessivo si attesta attorno al 20 per cento.

Giovani e anziani

Per la popolazione anziana, i costi si collocano su valori intermedi ma in progressiva crescita, fino a raggiungere circa 160-170 euro nei mesi più caldi e 120 euro nei periodi freddi. Un aumento complessivo, anche in questo caso, vicino al 20 per cento. Tra i più giovani, il costo medio per gli adolescenti sale da circa 109 a 131 euro nei mesi primaverili-estivi e da 65 a 78 euro in autunno-inverno, con un incremento leggermente superiore al 20 per cento nel periodo analizzato. Diverso l’andamento per i bambini più piccoli, unica fascia che non segue pienamente la stagionalità: il costo del paniere passa da circa 49 a 62 euro nei mesi caldi e da 65 a 79 euro in quelli freddi.

Differenze tra Nord e Sud

Lo studio mette inoltre in luce significative differenze territoriali: i prezzi medi e massimi risultano più elevati nelle province del Nord, mentre al Sud si registrano spesso valori minimi più alti. Una possibile spiegazione, osservano gli autori, risiede nella minore diffusione della grande distribuzione organizzata in alcune aree meridionali, con effetti sulla concorrenza e, di conseguenza, sui prezzi al consumo.

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