Le nuove disposizioni per l’accertamento della disabilità sbarcano a Cagliari

Di Rossella Boette

A partire dal 2027, le Commissioni mediche divise tra ospedali e uffici, si fonderanno in un unico sportello in modo da tagliare i tempi di attesa per l’accertamento dell’invalidità civile. Questa rivoluzione burocratica sbarca a Cagliari, scelta come territorio pilota dall’Istituto nazionale della previdenza sociale per testare la terza fase della riforma sulla disabilità.

I dettagli del nuovo assetto normativo per il momento in via sperimentale, sono stati discussi nella sede provinciale dell’Inps in Viale Diaz, con la presenza della presidente della Regione Alessandra Todde e dei vertici nazionali dell’Inps.

Gli obiettivi

L’impostazione della nuova legge, ha l’obiettivo di cancellare visite duplicate e carteggi. Fino a oggi infatti, per avere il riconoscimento della propria condizione di invalidità, i cittadini dovevano sottoporsi a molteplici esami clinici davanti a diverse commissioni pubbliche. Con il nuovo modello invece, la valutazione di base viene gestita esclusivamente dallInps, unico organo titolato a certificare la disabilità.

L’obiettivo dell’apparato statale è quello di snellire la documentazione per velocizzare laccesso ai diritti economici e all’assistenza, passaggio tecnico fondamentale illustrato dai dirigenti centrali giunti sull’isola, tra cui il direttore del Dipartimento salute, Filippo Bonanni, il responsabile delle prestazioni, Lorenzo Leoncini e, infine, il coordinatore medico legale, Raffaele Migliorini.

Come funziona?

Una volta ottenuta la certificazione medica, questa passerà direttamente agli enti territoriali e la regione avrà il compito di tradurre il documento clinico in assistenza materiale, attraverso il cosiddetto “progetto di vita individuale”. Questo progetto è un piano di supporto fatto su misura, capace di coinvolgere le aziende sanitarie locali, municipi e piani di zona dei servizi sociali, nonché la rete delle associazioni di volontariato.

«L’intenzione è quella di superare un sistema burocratico frammentato, mettendo al centro la persona e considerando la disabilità come il risultato dell’interazione tra condizioni di salute e contesto sociale» dichiara la governatrice sarda Alessandra Todde durante il suo intervento in aula. La presidente ha illustrato le competenze isolane, dichiarando come «la riforma non si esaurisce nella certificazione, ma si completa con la capacità del sistema pubblico di garantire servizi, inclusione e sostegno, durante tutto l’arco di vita».

I test sulla città

I test condotti nel cagliaritano, saranno utili per testare il lavoro degli uffici in vista del passaggio definitivo. Il nuovo modello unico di accertamento diventerà infatti la regola strutturale su tutto il territorio nazionale, a partire dal 2027.

«La sperimentazione a Cagliari rappresenta un vero e proprio banco di prova fondamentale, utile alla Regione Sardegna per arrivare preparata all’entrata in vigore del nuovo regime» conclude Alessandra Todde, «governando il cambiamento e assicurando diritti concreti e accessibili».

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