30 aprile 1986: primo collegamento in rete

Di Rossella Boette

Il 30 aprile del 1986 l’Italia si collegava per la prima volta a Internet. Lo faceva attraverso un ping, una semplice stringa di codice lanciata da un terminale di Pisa verso la stazione statunitense di Roaring Creek.

Dopo pochi millisecondi di attesa ci fu la risposta, e così, in quel preciso istante il nostro Paese diventava il quarto in Europa a collegarsi ad Arpanet, gigantesca struttura di comunicazione successivamente chiamata “Internet“.

Le curiosità

Pochissimi articoli, nessun servizio ai telegiornali e nessuna celebrazione dei politici per descrivere qualcosa che a quei tempi era avanguardia pura, seppur con una velocità di connessione pari a 48 kB al secondo, dato capace di farci sorridere al giorno doggi.

Eppure, una targa posta in via Santa Maria, a due passi da Piazza dei miracoli a Pisa, ricorda quel giorno e come la rete globale non sia nata per caso.

Ma qual è la storia di Internet?

Per capirlo, dobbiamo tornare indietro al 1954, in cui il tutto iniziò con un finanziamento di 150 milioni di lire e una lettera scritta da Enrico Fermi, morto alla fine di quell’anno.

La lettera, indirizzata all’allora Rettore dell’Università di Pisa, Luigi Avanzi, raccontava come il fisico suggeriva di utilizzare quei fondi per costruire una macchina elettronica calcolatrice. Questa idea divenne poi realtà nel 1961, con linaugurazione della calcolatrice elettronica pisana, uno dei primi calcolatori europei. In seguito, grazie a questa invenzione, nel 1965 si formò il Centro nazionale universitario di calcolo elettronico, in cui si studia e si sperimenta, fino a quando nel 1969 nasce il primo corso di laurea in ingegneria dell’informazione.

Negli anni ‘70 esistevano già reti universitarie, ma queste erano chiuse e incompatibili tra loro. L’obiettivo del Centro nazionale universitario era quindi quello di agganciarsi ad Arpanet, il network del ministero della difesa statunitense. Poco dopo, Luciano Lenzini, ricercatore e architetto delle reti pisane, iniziò un lavoro con Bob Kahn,uno dei padri di internet.

Così, dopo aver messo insieme permessi, burocrazia di due continenti, autorizzazioni militari della guerra fredda, di Telespazio e della Italcable, passarono altri sei anni. Dopo aver sconfitto la burocrazia però, i computer scelti per l’impresa erano diventati già vecchi e quindi il progetto rischiava di andare perso e a risolvere la situazione ci pensarono proprio Bob Kahn e Vint Cerf, secondo padre di internet.

Ma in che modo? Facendo arrivare a Pisa un dono dalla Darpa americana (Defense Advanced Research Projects Agency), ovvero, un router Butterfly a 200 processori. Un oggetto ingombrante e costoso, capace però di inviare il primo segnale attraverso lo spazio, facendolo rimbalzare sul satellite dalla Toscana fino in America.

La prima pagina web in Italia

Ritorniamo al 1986, in cui la rete è ancora uno strumento per iniziati, senza nessuna interfaccia grafica. Questa infatti arriverà solo all’inizio degli anni ‘90 grazie al Word Wide Web, creato al Cern di Ginevra da Tim Berners-Lee.

Anche qui troviamo un pezzo di Pisa. Infatti, Maurizio Davini, allepoca studente, iniziò a parlare con Berners, il quale gli consegna il codice del web per testarlo anche in Italia. Così, pochi mesi dopo, www.unipi.it diventa la prima pagina web italiana. Tutto il resto è storia.

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