Fish critica la proposta di legge sugli assistenti all’autonomia

Di Giuseppe Giuliani

Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) esprime un giudizio negativo sulla proposta di legge, al momento all’esame delle commissioni Cultura e Lavoro della Camera dei Deputati. In particolare, la Federazione guidata da Vincenzo Falabella contesta i requisiti di accesso alla professione di Assistente per l’autonomia e la comunicazione.

Il punto contestato

La proposta che il Parlamento sta valutando, secondo Fish, introduce requisiti disomogenei e inadeguati, privi di un solido impianto formativo nazionale. Fatto che potrebbe portare a un arretramento nella qualità dei servizi rivolti ad alunni e studenti con disabilità, compromettendo il pieno esercizio del diritto allo studio e l’effettiva inclusione scolastica.

La posizione di Fish

Secondo la Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie, la scelta non garantisce standard minimi uniformi e rischia di produrre una qualità degli interventi educativi e assistenziali non adeguata. In particolare, mancherebbe una formazione obbligatoria e strutturata sulle principali modalità di comunicazione e intervento. Il riferimento è a braille, comunicazione aumentativa e alternativa, metodologie comportamentali e altre competenze fondamentali. Ma sarebbe inaccettabile anche l’equiparazione tra percorsi di formazione qualificati ed esperienze lavorative maturate senza una preparazione adeguata.

La proposta alternativa

Fish chiede al Parlamento di rivedere la norma e propone un emendamento al testo. Quello che chiede è una formazione chiara, univoca e universitaria, perché l’inclusione scolastica passa attraverso la professionalità delle persone coinvolte. L’ente di Terzo settore ricorda, inoltre, come gli studenti con disabilità hanno diritto a un appropriato percorso formativo, così come previsto dalla Costituzione e dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

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