Longevità e qualità della vita
Di Vito Fiori
«L’allungamento della vita è un importante traguardo per l’individuo, e lo è ancora di più quando si accompagna a una buona qualità di vita». Il medico Roberto Pili, presidente della Comunità mondiale della longevità, ha ripetuto questo concetto in una conferenza tenuta mercoledì nella sala convegni di Ierfop “Giovanna Salaris”, in via Platone a Cagliari. Sponsor dell’evento, il Lions Club Villanova, che, come ha ricordato nell’introduzione Bachisio Zolo (direttore Ierfop), «molto ha fatto e sta facendo per il mondo della disabilità mostrando sempre una grande attenzione ai problemi di carattere sociale come quelli derivanti da una società che invecchia e che deve fare i conti con le disabilità».
Blue zone
L’età media è cresciuta ovunque, ribadisce Pili, in particolare nei Paesi più sviluppati grazie a diversi fattori: stile di vita sano, farmaci specifici e tecniche di medicina rigenerativa. Il discorso non poteva non scivolare, inevitabilmente, sulla Blue zone della Sardegna, ovvero l’area dove è maggiormente concentrata la centenarietà. «Qui» spiega il medico, «rispetto alle altre Blue zone del Pianeta, rileviamo come gli uomini che hanno raggiunto i cento anni sono uno ogni tre donne. In media, a Okinawa, Loma Linda, Icaria e Nicoya, il rapporto è uno ogni diciotto donne». La particolarità sarda è da anni oggetto di studio degli esperti e della stessa associazione presieduta da Pili.
Dieta mediterranea
Il medico cagliaritano, stimolato dalle domande della giornalista Giosi Moccia, ha poi raccontato la genesi della definizione “Dieta mediterranea” e della sua importanza nell’alimentazione dei giovani e, soprattutto, delle persone avanti negli anni. Individuata ai primi anni del secolo scorso, è stata codificata dopo la Seconda guerra mondiale grazie a un medico statunitense di stanza a Napoli. E oggi rimane una sorta di baluardo, di punto di riferimento per quanti intendono vivere in maniera sana, evitando il cosiddetto “trash food” (cibo spazzatura) di derivazione americana e composto prevalentemente da alimenti super processati che, a lungo andare, nuocciono all’organismo creando i presupposti per gravi malattie.
Investire in prevenzione
«Le patologie croniche» sottolinea ancora Pili, «sono collegate a stili di vita insalubri. Per questo occorre investire in salute pubblica. Ci sono diversi rapporti ormai consolidati che ci dicono come un euro investito in prevenzione ne fa risparmiare 20 per le cure». Quindi, una disamina sull’alimentazione dei centenari ogliastrini e sulle loro abitudini quotidiane: il loro attaccamento alla fede, il senso di appartenenza alla comunità, una rete estesa di relazioni familiari e sociali. «Aspetti che negli anziani si traducono» conclude Pili, «in caratteri estroversi, in mentalità aperta, coscienziosità e amabilità. Cioè, quanto serve per continuare ad avere un ruolo nella società».