Il Rapporto nazionale sul disagio giovanile: il 38 per cento dei ragazzi è vittima di bullismo

Di Giuseppe Giuliani

L’analisi si basa sulle risposte di mille studenti tra i 14 e i 19 anni. Nel Rapporto nazionale sul disagio giovanile realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, il primo dato che emerge è quello relativo alle vittime del bullismo: il 38 per cento dei giovani che hanno risposto al questionario. Il secondo riguarda coloro che almeno una volta hanno pensato di farsi del male o non voler più vivere: il 20 per cento.

L’indagine

Rileva cambiamenti sostanziali della situazione anche rispetto al 2025: se prima emergevano aggressività, cyberbullismo ed esclusione sociale, ora si evidenzia una sofferenza emotiva più silenziosa. Su oltre il 38 per cento di adolescenti che denunciano di aver subito atti di bullismo (dato in crescita rispetto alla o scorso anno), spicca un senso di inadeguatezza: il 41 per cento dei giovani vive uno stato d’ansia dettato dall’insicurezza.

C’è poi un 30 per cento che prova vergogna per il proprio corpo e un 25 per cento che parla di senso di vuoto.

Il bullismo

Non è più una questione di aggressione fisica. Meno del 4 per cento denuncia questa tipologia mentre cresce il fenomeno dell’esclusione sociale riguardante quasi il 17 per cento dei giovani studenti.

Se da un lato c’è da rallegrarsi per la diminuzioni di aggressioni (segnale che il lavoro fatto nelle scuole funziona), dall’altro aumentano i problemi legati all’autostima e alla difficoltà di sentirsi accettati. Una condizione che viene nascosta ed è quindi difficile da individuare.

Un altro dato preoccupante è quello relativo alla difficoltà di chiedere aiuto. Riguarda il 47 per cento dei giovani. Per il 43 per cento c’è una evidente distanza dagli adulti.

Il ruolo dei social

Anche in questo caso, emergono differenze notevoli con lo scorso anno. Differenze che rilevano una direzione chiara: i ragazzi trovano riparo nei social che diventano il modo per rivelare le proprie emozioni e cercare risposte. Paura del giudizio significa più confidenza con l’algoritmo che con gli adulti.

Il segnale positivo

C’è anche un segnale positivo: il 64 per cento degli intervistati ritiene lo sport uno strumento fondamentale di benessere psicologico. Un dato che indica la direzione da prendere per fronteggiare problemi nascosti che rischiano di esplodere prima che si possa intervenire.

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