Il Cammino verso Santiago di dieci persone con disabilità visiva

Di Roberta Gatto

Mercoledì 3 giugno parte da Sarria il Cammino di Santiago promosso da Ierfop Ets e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Cammino vede protagoniste dieci persone con disabilità visiva e i loro accompagnatori guidati dal walking coach Alessandro Casuccio.

L’iniziativa nasce all’interno del progetto “Disabilità, Istruzione, Formazione e Integrazione”, realizzato da Ierfop Ets e si pone l’obiettivo di valorizzare il cammino e l’attività fisica come strumenti concreti di autonomia, inclusione sociale e crescita personale.

«L’obiettivo del progetto» spiega il presidente Ierfop Roberto Pili, «è fare in modo che le persone con disabilità visiva possano affrontare la sfida con sé stesse, misurandosi con le dinamiche di gruppo attraverso la consapevolezza delle proprie forze, capacità ed emozioni, conquistando così maggiore autostima e autonomia».

L’attività del corso prevede una durata complessiva di 110 ore con la percorrenza del Cammino di Santiago di Compostela dal 3 al 10 giugno.

«L’obiettivo prefissato, al di là dei sette giorni di camminata e dei 115 chilometri da percorrere» sottolinea il direttore della Formazione Ierfop Bachisio Zolo, «è la scoperta dei valori intesi come bussola per il proprio cammino nella vita, la consapevolezza del proprio valore, la scoperta del proprio talento e dei punti di forza di ognuno, per aumentare la propria autostima ed essere auto efficaci».

Il Cammino di Santiago

Il progetto promosso da Ierfop Ets incarna perfettamente la filosofia del camminare insieme condividendo fatica, emozioni, ostacoli e conquiste. Per dimostrare come la disabilità non rappresenti un limite alla partecipazione attiva e alla scoperta delle proprie potenzialità.

L’esperienza è stata progettata con l’obiettivo di offrire ai partecipanti non soltanto un viaggio fisico, ma anche un’importante occasione di crescita umana e relazionale.

Il Cammino di Santiago diventa così una metafora della vita stessa: un percorso fatto di salite, difficoltà e momenti di stanchezza, ma anche di incontri, emozioni e nuove consapevolezze. Un viaggio che, passo dopo passo, può insegnare a guardare oltre i propri limiti e a scoprire nuove possibilità.

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