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Firma digitale con Spid, allargate le opportunità d’uso

Di Bachisio Zolo

Già c’era una sentenza 3/25 della Corte Costituzionale. Per la prima volta in Italia, le persone con disabilità grave che pure hanno diritto al voto assistito o domiciliare, utilizzando lo Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) possono sottoscrivere digitalmente referendum e proposte di legge di iniziativa popolare, sia a livello nazionale che regionale.

Si pensi a una persona malata di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) e quindi impossibilitato ad apporre una firma autografa.

La sentenza

La sentenza della Consulta era stata pronunciata a seguito di un ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni al fianco di Carlo Gentili, persona malata di Sla e impossibilitato ad apporre una firma autografa. La decisione della Corte aveva stabilito che impedire alle persone con grave disabilità fisica di sottoscrivere atti della partecipazione democratica mediante firma digitale costituisce una discriminazione. Allo stesso tempo venivano dichiarate incostituzionali le norme che non prevedono, per chi non è in grado di firmare a causa di un grave impedimento fisico o perché si trova nelle condizioni per esercitare il voto domiciliare, modalità alternative per esercitare pienamente questo diritto.

La soluzione

E siccome la piattaforma pubblica del Ministero della Giustizia consente attualmente la firma digitale soltanto per le iniziative popolari nazionali, proprio l’Associazione Coscioni ha deciso di realizzare un sistema di sottoscrizione tramite Spid che permette ora anche la raccolta firme sulle proposte di legge regionali di iniziativa popolare.

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