La professoressa Giovanna Corraine
Di Rossella Boette
Giovanna Corraine, 37enne di Orgosolo, ha superato il concorso per diventare insegnante di ruolo nella scuola secondaria di primo grado all’Istituto Comprensivo di Decimoputzu Siliqua. Per la donna, cieca dalla nascita, il traguardo rappresenta l’inizio di una nuova fase professionale costruita attraverso anni di studio, formazione e impegno
La storia
Un percorso di studi iniziato al liceo classico, proseguito in Lettere moderne e concluso con Filologia moderna, ma soprattutto, un obiettivo ben chiaro, diventare insegnante di ruolo.
«Diventare insegnante è sempre stato il mio sogno» racconta Giovanna Corraine, «e già da bambina giocavo a interpretare questo ruolo e nonostante pensieri su ipotetici limiti legati alla vista, non mi sono preclusa questo obbiettivo».
Nel 2020 arriva il lock down, che apre le porte alla didattica digitale e tra lezioni a distanza, compiti scritti al computer e materiale digitale, Giovanna inizia a insegnare proprio a settembre di quell’anno.
«I primi mesi ero un po’ spaesata» racconta, «però dal secondo anno andava già meglio e ho potuto provare l’emozione di cosa significa insegnare ai ragazzi».
Il traguardo e l’esperienza come insegnante
Nel 2024Giovanna Corraine supera il concorso pubblico per insegnare alle scuole medie, un traguardo inaspettato anche per lei che all’inizio aveva pensato di lavorare nelle scuole superiori.
«All’inizio ho pensato che sarebbe stato più difficile perché parliamo di ragazzi molto giovani» spiega Corraine, «ci vuole forse più pazienza e il rapporto che si crea è diverso. E invece mi sono riscoperta».
Dopo il concorso, l’insegnante ha concluso il percorso di abilitazione, per poi svolgere l’anno di prova nell’istituto.
«Mi piace molto il rapporto che si è creato con i miei alunni» sorride, «insegnando italiano storia e geografia ho molte ore con loro, quindi ho la possibilità di ascoltarli e parlare di tante cose, anche questo secondo me fa parte della disciplina».
E per gli alunni come è stato? Giovanna parla dei suoi studenti, alcuni più estroversi e altri più timidi, tra domande e curiosità. «Molti hanno fatto subito tante domande» rivela, «mentre altri sono riusciti a chiedermi qualche curiosità solo alla fine dell’anno. Una volta ho sentito il termine “disabile” saltare fuori durante una lite tra i ragazzi, allora ho colto la palla al balzo e ne ho approfittato per spiegare il significato di questa parola e soprattutto come non debba essere utilizzata come offesa. Adesso molti mi aiutano a collegare la Lim (lavagna interattiva multimediale) al computer o si offrono di accompagnarmi fuori dall’aula».
Le tecniche della didattica
Tra libri digitali, materiale online e in generale, didattica sempre più digitalizzata, insegnare con queste modalità è ormai la prassi di qualsiasi insegnante, soprattutto per chi si è sempre affidato alle tecnologie assistive come Giovanna Corraine.
«Sia preparare i compiti, sia l’insegnamento stesso in classe non è stato un problema» spiega, «spesso collego il mio computer alla Lim e così posso proiettare anche contenuti visivi. Per correggere i compiti invece, lo faccio insieme all’assistente d’aula, lui legge e io gli dico cosa segnare e così gli studenti non devono modificare la modalità di svolgimento del compito».
Quanto è importante scrivere con la penna? «Molto. È vero che oggi c’è il computer, ma curare l’aspetto della scrittura è importante, anche perché è una cosa che si sta perdendo sempre di più».
Il percorso di Giovanna pone l’accento anche sulla questione dell’accessibilità dei concorsi pubblici. Se è vero che ci sono assistenti pronti ad aiutare il candidato con difficoltà visiva, e pur vero che ogni persona ha il proprio metodo di scrittura e lettura.
«Io ad esempio, sono abituata a leggere tutto con la barra braille» spiega Giovanna, «quindi è stato un po’ difficile ascoltare una persona che mi leggeva le domande, alla fine per fortuna è andata bene».