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La Finlandia e i tagli ai diritti delle persone con disabilità

Di Giuseppe Giuliani

Disabili con bastone, protesi, carrozzina e sostegniIl movimento europeo per la Disabilità denuncia pubblicamente le scelte operate dal governo finlandese in materia di disabilità. Secondo quanto comunicato, saranno tagliati i finanziamenti per le organizzazioni di persone con disabilità, questo va a incidere sulla vita di oltre 580mila persone finlandesi. Aldilà del fatto concreto, per il movimento si tratta anche di una passo indietro del Paese scandinavo sul piano della democrazia.

Le conseguenze

La riduzione del 30 per cento dei finanziamenti alle organizzazioni di persone con disabilità decisa dal governo finlandese, significa eliminare tutta l’attività di consulenza a sostegno delle persone con disabilità. La Finlandia, un tempo all’avanguardia nel campo dei diritti delle persone con disabilità, rischia di perdere questo ruolo virtuoso.

Le statistiche

Il 33 per cento dei figli di famiglie in cui almeno un genitore ha una disabilità è a rischio di povertà ed esclusione sociale (la media europea è del 24 per cento). Il 24,3 per cento dei giovani con disabilità è disoccupato. Il divario tra persone con e senza disabilità che lavorano è di 20,4 punti percentuali.

Una situazione destinata a peggiorare

Se le organizzazioni a sostegno delle persone con disabilità spariscono o vedono decisamente limitato il loro ruolo, è abbastanza probabile che le decisioni del governo vadano sempre più nella stessa direzione. Mancherà un’analisi della situazione e le difficoltà delle persone con disabilità saranno ignorate dagli organi politici.

Violazione della Convenzione Onu

Secondo il movimento, questo intervento va contro la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità e ratificata anche dalla Finlandia.

Se queste organizzazioni non saranno in grado di operare e quindi di essere consultate, verrà indebolita la capacità di partecipare alla vita democratica delle persone con disabilità.

Le richieste

I rappresentanti del movimento chiedono al Primo Ministro finlandese e al ministro degli Affari sociali e della Salute di modificare la loro decisione: eliminare i tagli, garantire che tutte le scelte vengano fatte consultando le organizzazioni rappresentanti delle persone con disabilità.

La presidente del Forum europeo sulla disabilità Gunta Anca ricorda come «la Finlandia è da tempo riconosciuta come un Paese che valorizza l’uguaglianza, i diritti umani e la partecipazione. Siamo profondamente preoccupati dalle misure che mirano a mettere a tacere proprio le organizzazioni che rendono questi valori una realtà per le persone con disabilità. “Niente su di noi senza di noi” non è solo uno slogan, ma un obbligo legale e un pilastro del processo decisionale democratico».

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