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Equità vs Diversità: il delicato equilibrio delle classificazioni nello sport paralimpico

Di Roberto Pili

Roberto Pili

Il presidente Ierfop Roberto Pili

Lo sport paralimpico moderno si muove su un crinale sottile: da un lato l’esigenza di valorizzare la diversità e garantire l’inclusione, dall’altro la necessità di preservare l’equità agonistica. Al centro di questo equilibrio c’è la classificazione funzionale, il pilastro che permette agli atleti con disabilità di competere ad armi pari, con l’obiettivo finale di raggiungere l’eccellenza ai Giochi Paralimpici.

Il sistema, regolato dall’International Paralympic Committee (Ipc), ha vissuto una profonda evoluzione. Fino all’inizio del XXI secolo le procedure erano frammentate e isolate. La svolta è arrivata con i Codici di Classificazione del 2007 e del 2015, fino all’introduzione del nuovo codice del 2025, frutto di una revisione triennale volta a garantire la massima trasparenza e fiducia per atleti, tecnici e pubblico.

Cos’è e come funziona la Classificazione Funzionale?

La classificazione non valuta le prestazioni o la bravura dell’atleta, bensì l’impatto della disabilità sui gesti specifici della disciplina. L’obiettivo è minimizzare il peso della menomazione sul risultato finale, facendo sì che a vincere siano il talento, l’allenamento e la tattica.

Il processo si articola in quattro fasi chiave:

  1. Valutazione della condizione disabilitante: verifica medica della presenza di una patologia sottostante.
  2. Verifica dell’idoneità: accertamento che la disabilità rientri tra quelle ammesse dallo specifico sport.
  3. Criteri minimi: controllo che la menomazione raggiunga il grado minimo di gravità richiesto per competere.
  4. Assegnazione della classe sportiva e dello status: inserimento in un gruppo con atleti dalle capacità funzionali simili e definizione dei tempi per eventuali revisioni future.

Per garantire l’imparzialità e la competenza, questo compito è affidato a classificatori (nazionali e internazionali) che, oltre a essere professionisti sanitari qualificati (medici o fisioterapisti), devono possedere una solida preparazione etica, normativa e procedurale.

Oltre la clinica: la candidatura di Ierfop nella formazione dei classificatori nel rispetto della normativa vigente

Sebbene la base di partenza di un classificatore sia di stampo medico o riabilitativo, la clinica da sola non basta. Per operare con imparzialità e precisione in un sistema internazionale così complesso, un classificatore deve trasformarsi in un “giudice tecnico” esperto di diritto sportivo ed etica della disabilità.

Poiché la normativa del Movimento Paralimpico riserva in via esclusiva l’abilitazione e la certificazione finale dei classificatori alle singole Federazioni Sportive Nazionali/Internazionali e all’Ipc, Ierfop si candida a collaborare con tali organi decisori mettendo a disposizione il proprio straordinario bagaglio di competenze per qualificare i professionisti prima, durante e dopo il loro percorso federale.

Forte della sua presenza strategica all’interno dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e del Forum Europeo sulla Disabilità (Edf), Ierfop propone un’offerta formativa e di advisory strutturata in precise aree di intervento:

Percorsi di Specializzazione e Certificazione di Competenze di Terzo Livello

Intercettando i medici e i fisioterapisti prima o durante il loro ingresso nel circuito paralimpico, Ierfop può agire come incubatore di eccellenza tecnica:

  • Master e Corsi di Alta Formazione Universitaria: sfruttando la propria proiezione europea (Edf) e scientifica (Osservatorio Nazionale), Ierfop promuove Master o corsi di perfezionamento accreditati Ecm (Educazione Continua in Medicina). Questi percorsi preparano i candidati fornendo loro il bagaglio normativo ed etico ideale per superare con successo i corsi di abilitazione sul campo indetti dalle Federazioni.
  • Certificazione delle “Soft Skills” ed Etica: rilasciare attestati di specializzazione incentrati sull’applicazione del Classifier’s Code of Conduct. Un titolo di studio e di merito che le Federazioni possono valutare positivamente nei bandi di selezione per nuovi classificatori.

Formazione Continua e Aggiornamento (Lifelong Learning)

In un sistema dinamico come quello paralimpico, costantemente ridefinito da riforme (come il Codice Ipc 2025), Ierfop potrebbe realizzare:

  • Seminari di allineamento legislativo ed etico: corsi di aggiornamento periodici incentrati sull’evoluzione dei diritti delle persone con disabilità in Europa e sulle ultime novità procedurali internazionali.
  • Standardizzazione delle procedure di ricorso: formazione specifica per i classificatori sugli aspetti legali e formali della gestione dei reclami e delle proteste durante le competizioni, riducendo i rischi di contenzioso per le federazioni.

Ricerca Scientifica e Validazione di Protocolli (Ruolo di Advisory)

Un catalizzatore per l’intero ecosistema della disabilità. Il valore aggiunto dell’approccio globale di Ierfop risiede nella capacità di connettere e formare l’intera rete di attori coinvolti nel mondo della disabilità, promuovendo un linguaggio e un metodo di lavoro condivisi a livello europeo.

  • Per le persone con disabilità e le loro famiglie, garantisce che ogni valutazione avvenga nel pieno rispetto della dignità umana, contrastando l’approccio puramente “clinico-patologico” a favore di un modello che metta al centro la persona, l’autodeterminazione e la consapevolezza dei propri diritti.
  • Per educatori, operatori e formatori, fornisce gli strumenti relazionali ed etici per accompagnare l’atleta con empatia e professionalità, gestendo lo stress da competizione e prevenendo dinamiche di frustrazione o tentativi di manipolazione motoria (intentional misrepresentation).
  • Per dirigenti sportivi, tecnici e stakeholder, si promuove una cultura della trasparenza e dell’integrità sportiva, offrendo una solida base di governance utile a ottimizzare le politiche di inclusione delle diverse società sportive.
  • Sinergia multidisciplinare e lavoro di rete. I percorsi formativi insegnano a far dialogare il medico classificatore con l’educatore professionale, l’operatore sociosanitario e l’allenatore sportivo, assicurando che le valutazioni funzionali siano coerenti con la storia di vita e le reali aspirazioni dell’atleta.

Le Disabilità ammissibili (e quelle escluse)

Il movimento paralimpico riconosce attualmente sette macro-categorie di disabilità idonee, suddivise tra fisiche, visive e intellettive:

  • Deficit di forza muscolare: ridotta capacità di generare forza (es. lesioni midollari).
  • Deficit articolare: limitazione dell’ampiezza di movimento passivo delle articolazioni.
  • Difetto o differenza di lunghezza degli arti: assenza totale o parziale di un arto, o asimmetrie anatomiche.
  • Bassa statura: ridotta lunghezza corporea totale dovuta a cause congenite o di sviluppo.
  • Disturbi della coordinazione: legati al sistema nervoso centrale, divisi in Ipertonia/Spasticità (aumento della tensione muscolare), Atassia (perdita di precisione) e Discinesia (movimenti involontari).
  • Disabilità visiva: riduzione o assenza totale della vista.
  • Disabilità intellettiva: limitazioni delle funzioni mentali generali e cognitive.

Le menomazioni non idonee: dolore, deficit dell’udito, ipotonia isolata, ipermobilità articolare, rigidità muscolare temporanea, disturbi cardiovascolari, respiratori o metabolici e patologie psicosomatiche non consentono l’accesso al circuito paralimpico ufficiale. Questa scelta tutela la sicurezza e la standardizzazione della gara, spingendo però molte federazioni a creare classi “open” in ambito amatoriale per favorire la massima partecipazione.

Le sfide future del sistema

Il mondo paralimpico è un “sistema complesso” che deve costantemente aggiornarsi per risolvere alcune criticità intrinseche.

  • Il dilemma Inclusione vs Esclusione: tracciare confini netti tra chi può competere e chi no, tutela l’equità della gara (fairness), ma inevitabilmente esclude alcune patologie, limitando la partecipazione universale.
  • Le “Zone Grigie” dei confini di classe: negli sport basati sul tempo o in quelli con classi uniche esistono aree di sovrapposizione difficili da valutare. Per questo, alla fine di ogni Paralimpiade, si avvia una rigorosa revisione scientifica dei regolamenti.
  • Formazione, Tecnologia e Ricerca: il futuro richiede classificatori non solo competenti sul piano clinico, ma capaci di dialogare con le nuove tecnologie di misurazione e dotati di una preparazione etico-giuridica inattaccabile.

In questo scenario, la candidatura di un ente di ricerca e formazione europeo come Ierfop rappresenta una risorsa fondamentale per le figure chiave.

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