Logo Ierfop
Logo Cittadinanza Sociale News
Logo Regione Sardegna

IA e Parlamento europeo: nuovi divieti

Di Rossella Boette

societàIl 2 agosto l’AI Act, primo quadro normativo organico al mondo sull’intelligenza artificiale è arrivato alla sua applicazione generale grazie all’approvazione del Parlamento europeo.

Una data attesa da due anni e non definitiva, visto come siano previste diverse scadenze. Cosa cambia dal 2 agosto? Il punto è sempre lo stesso: maggiori sono i danni dell’IA sulle persone, più severi diventano gli obblighi.

L’AI Act e i divieti

La novità principale riguarda chatbot, assistenti vocali, avatar e altri sistemi capaci di interagire in modo automatico con le persone. Questi dovranno informare l’utente della loro natura artificiale, a meno che non sia già evidente.

Per le aziende che utilizzano l’Ia, ad esempio nell’assistenza clienti, significa rivedere soprattutto i messaggi iniziali e le comunicazioni vocali. In più, l’informazione deve essere chiara ed esplicita, non nascosta nelle condizioni generali del servizio.

Sistemi come ChatGpt, Gemini o CoPilot, dovranno rendere immagini, testi e tutti i loro contenuti generati, identificabili come “artificiali“, tramite una marcatura e l’obbligo scatterà dal 2 dicembre 2026.

L’etichetta non è necessaria solo nel caso in cui il testo è stato sottoposto a un controllo umano e un editore se ne assume la responsabilità.

Dovranno poi essere informate anche le persone sottoposte a sistemi di riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica e le violazioni degli obblighi di trasparenza potranno essere punite con sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3 per cento del fatturato mondiale annuo.

Chiunque tra persone o imprese, ritenga violato il regolamento, potrà presentare un reclamo all’Autorità di vigilanza. In Italia, i compiti principali sono nelle mani dellagenzia per la Cybersicurezza nazionale.

Cosa era già in vigore

I divieti principali erano in vigore già da febbraio 2025 e sono vietati, tra gli altri, anche i sistemi di punteggio sociale capaci di classificare le persone sulla base di comportamenti o dati personali. Quelli che manipolano scelte, sfruttano vulnerabilità legate all’età, alla disabilità o altre situazioni e anche la raccolta indiscriminata di volti, presi dal web o da altre telecamere, per costruire archivi. È vietato anche il riconoscimento delle emozioni sul lavoro e a scuola, salvo limitate ragioni mediche o di sicurezza.

È vietata anche lidentificazione biometrica in tempo reale negli spazi pubblici da parte delle forze dell’ordine, valida solo in casi circoscritti.

Lascia un commento