Social prima dei 14 anni: a scuola rendimento peggiore
Di Vito Fiori
L’accesso ai social prima dei 14 anni può ripercuotersi negativamente sul rendimento scolastico, in particolare in matematica e italiano. È quanto racconta una ricerca diretta da Marco Gui, docente di Sociologia dell’Università di Milano-Bicocca, appena pubblicata sulla rivista Nature. Lo studio si aggiunge a un filone di ricerca che da tempo sottolinea una stretta correlazione tra l’uso intenso dei social network e il benessere degli adolescenti. «All’aumentare dell’utilizzo dei social soprattutto se è molto alto, cresce, nel contempo, la probabilità di riscontrare problemi psicologici e scolastici», aveva osservato Gui già nel 2023, richiamando diverse evidenze scientifiche.
Per l’analisi, il gruppo di ricerca – composto da studiosi della Bicocca, dell’Università di Brescia e del Centro Studi Socialis – ha esaminato 5.227 studenti del Nord Italia tra i 7 e i 16 anni, i dati sono stati raccolti durante l’anno scolastico 2023-2024. Al di là dei risultati delle prove Invalsi di italiano, matematica e inglese, gli studiosi hanno considerato anche le informazioni sul contesto familiare e sociale, il percorso scolastico, l’età del primo smartphone personale, le modalità di utilizzo del dispositivo e il livello di controllo esercitato dai genitori.
Gli studenti sono stati suddivisi in due gruppi: da una parte gli “utenti precoci”, iscritti ai social già durante la scuola media; dall’altra gli “utenti tardivi”, che hanno aperto un account dopo i 14 anni, soglia prevista dalle norme europee per l’accesso alle piattaforme. Per verificare l’impatto dell’uso dei social, i ricercatori hanno applicato il metodo statistico delle differences-in-differences, che consente di confrontare l’evoluzione nel tempo di gruppi differenti.
I risultati hanno mostrato come l’utilizzo precoce dei social è associato a un calo statisticamente significativo delle competenze in italiano e, soprattutto, in matematica. Inoltre, l’effetto negativo tende a crescere e a dipendere da quanto più bassa è l’età del primo accesso alle piattaforme. Lo studio parte dalla quinta elementare, fase in cui nessuno degli studenti coinvolti utilizzava ancora i social. Da quel momento, i ricercatori hanno potuto monitorare l’evoluzione dei risultati scolastici, osservando una progressiva divergenza tra chi ha iniziato a usare i social in età precoce e chi si è avvicinato più tardi.
«Potendo osservare i risultati degli studenti prima che iniziassero a utilizzare i social media, siamo stati in grado di verificare che i due gruppi seguivano inizialmente percorsi scolastici simili. Questo rafforza in modo significativo l’interpretazione causale dei risultati», hanno spiegato gli autori dello studio. Diverso il quadro per gli studenti che hanno aperto un account solo in terza media: il loro rendimento è sostanzialmente allineato a quello dei coetanei che hanno iniziato a utilizzare i social durante le superiori.
La sola eccezione riguarda la lingua inglese. Lo studio non ha rilevato infatti alcun effetto negativo significativo per ciò che riguarda le competenze linguistiche. Per i ricercatori, anzi, la costante esposizione a contenuti in inglese sulle piattaforme potrebbe contribuire, almeno in parte, a compensare gli effetti negativi osservati nelle altre discipline.