Lavoro e professioni, si cambia
Di Rossella Boette
Il Senato approva la Riforma delle professioni. Si tratta del Disegno di legge delega per il riordino degli Statuti professionali approvato dal Consiglio dei ministri e che dovrà ora passare all’esame della Camera.
Il Ddl professioni è uno dei quattro testi con cui il Governo vuole rimodernare il settore ordinistico, occupandosi soprattutto di quindici categorie di professionisti tra cui: agrotecnici, architetti, assistenti sociali, consulenti del lavoro, consulenti in proprietà industriali, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali e tecnologi alimentari.
Il Governo intende fissare delle regole relative a compensi, tirocini, accesso alla professione e formazione. Inoltre, entrerà per la prima volta nei codici deontologici l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Sarà necessario garantire con norme adeguate una prestazione formata da competenze specifiche, non derivante dall’uso delle nuove tecnologie.
Il tirocinio e i compensi
Per quanto riguarda il tirocinio, è prevista una riorganizzazione completa, formata da nuove garanzie economiche e contrattuali per i praticanti, a cui lo studio dovrà corrispondere obbligatoriamente un rimborso spese, un’indennità o compenso per l’attività svolta dopo la stipula del contratto.
Per quanto riguarda l’equo compenso, il testo spiega come si possa pattuire una somma con il cliente per l’incarico da svolgere, proporzionato però alla qualità del servizio prestato.
L’obiettivo
«Una grande opportunità capace di guardare al futuro delle professioni» commenta la ministra del Lavoro Marina Calderoni, «soprattutto in questo momento con l’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Per l’Italia le professioni rappresentano garanzie di efficienza, qualità, tutela, sostegno e professionalità».