Spagna, pensione anticipata per disabilità
Di Giuseppe Giuliani
In Spagna l’accesso alla pensione di disabilità a partire dai 56 anni, senza decurtazioni sulla cifra spettante, spetterà anche a lavoratori con una disabilità pari o superiore al 45 per cento, derivata da diverse patologie prima non considerate. La decisione è stata presa nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri e va a modificare la riforma del 2009.
Le nuove patologie incluse
Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni spiega che l’inserimento di queste patologie è l’atto conclusivo di un percorso che ha coinvolto una Commissione Tecnica composta da medici specialisti, personale scientifico ed esperti in disabilità, insieme alla Direzione Generale dell’Ordine della Sicurezza Sociale.
Nell’elenco sono state inserite undici nuove patologie: spina bifida, amiloidosi da transtiretina variante, malattia di Parkinson, distrofia miotonica tipo 1 (Steinert), malattia di Huntington, sclerosi sistemica, lesione midollare, degenerazione corticobasale, atrofia multisistemica e paralisi sopranucleare progressiva, malattia renale cronica stadio G5.
I requisiti
Per ottenere la pensione anticipata sarà necessario avere almeno 15 anni di contributi versati o dimostrare che per almeno cinque anni si è sofferto di una delle patologie incluse con un grado di disabilità pari o superiore al 45 per cento. Inoltre, il tempo in cui si anticipa la pensione sarà conteggiato come contribuito ai fini del calcolo della pensione, per cui non sarà applicata una riduzione del suo importo.
Il Governo
Secondo il Governo spagnolo, l’intervento permetterà a migliaia di persone (almeno 50mila) con malattie gravi e che condizionano il loro rendimento lavorativo, di beneficiare di questa misura. L’obiettivo è dare una protezione specifica alle persone con disabilità in modo che le loro opportunità siano equiparate a quelle del resto dei lavoratori.
Le associazioni delle persone con disabilità
Il Cermi (Comitato spagnolo di rappresentanza delle persone con disabilità) giudica positivamente questo decreto, perché amplia la platea di lavoratori con disabilità che può accedere a una misura di protezione sociale, adattata alla particolare situazione determinata da disabilità e patologie.
Le undici patologie aggiunte, secondo il Cermi, hanno un’incidenza sulla vita delle persone e sulla loro capacità lavorativa dimostrata scientificamente. Inoltre, questo è ilprimo aggiornamento dal 2009, anno in cui si è creata la modalità del pensionamento anticipato.
Altre patologie
Il processo di revisione dell’elenco delle patologie resta aperto e le organizzazioni che vogliono promuovere l’inserimento di altre disabilità o patologie potranno farlo. Dovranno seguire la procedura stabilita e fornire evidenza scientifica che dimostri una riduzione significativa dell’aspettativa di vita associata alla condizione proposta.