Pane fresco, c’è ora la legge a proteggerlo
Di Rossella Boette
Arriva la norma capace di valorizzare il pane fresco contro i prodotti congelati e venduti come artigianali. «Finalmente si fa chiarezza in un mercato in cui le differenze erano poco evidenti» sottolinea Marina Manconi, panificatrice e presidente Confartigianato Gallura.
I cambiamenti
Il pane surgelato o precotto non si potrà più chiamare pane fresco e quindi, non potrà essere venduto come tale. I consumatori potranno distinguere il filone appena sfornato da quello pre lavorato chissà dove, congelato e riscaldato.
I panificatori di Confartigianato imprese Sardegna esultano per l’approvazione del Disegno di legge in Commissione Industria del Senato sulla produzione e sulla vendita del pane.
Il provvedimento
Tra i vari punti, la definizione di pane fresco significa “prodotto ottenuto attraverso un processo produttivo continuo, senza congelamento o tecniche di conservazione, destinato alla vendita entro un arco di tempo limitato”. È vietato anche l’utilizzo di denominazioni capaci di ingannare il consumatore.
Nei diversi punti vendita, il pane fresco dovrà essere distinto in modo chiaro da quello surgelato, con scaffali separati e descrizioni pertinenti. Per Chi viola le regole, sono previste sanzioni severe e l’utilizzo improprio della definizione “pane fresco” sarà equiparato a una frode, con possibilità di sospensione dell’attività.
I dati
Secondo l’ultima analisi relativa al pane prodotto in Sardegna realizzata dall’Ufficio studi di Confartigianato Sardegna e basata sui dati Istat, ogni giorno sono 930 le attività di panificazione presenti in Sardegna. Queste sfornano circa 3mila tonnellate di prodotto al giorno, equivalenti a 100mila tonnellate di prodotto fresco ogni anno, per oltre 800 tipi di pane, come infarinati, semolati, ma anche rosette schiacciatine e baguette.
Per quanto riguarda i consumi, sono ben 730 le famiglie sarde che in media spendono ogni mese circa 21 Euro e partendo da questi dati è possibile stimare come in media, la spesa annua sostenuta da tutte le famiglie dell’isola per l’acquisto di pane, ammonti a 186 milioni di euro.
Per i panificatori di Confartigianato Sardegna, il profumo del pane appena sfornato è inconfondibile, così come è irresistibile l’assaggio di prodotti da forno appena acquistati. Dietro questi gesti c’è da ricordare il lavoro degli artigiani, che ogni notte panificano, preparando specialità sempre nuove, utilizzando materie prime di qualità per offrire al consumatore la migliore esperienza possibile.
«Questa normativa assume un rilievo particolarmente significativo per il nostro territorio» riprende Marina Manconi, «il pane artigianale rappresenta infatti non solo un prodotto alimentare, ma un alimento identitario, profondamente radicato nella cultura locale. Per Confartigianato, l’introduzione di criteri rigorosi e trasparenti consentirà di stabilire condizioni di maggiore equità nel mercato, valorizzando il lavoro degli artigiani e garantendo ai cittadini un’informazione corretta. Non resta che attendere la conclusione del percorso legislativo, sperando che le disposizioni previste trovino un’applicazione efficace accompagnata da adeguati controlli».