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Parkinson, nell’Ue la malattia costa 28,8 miliardi di euro l’anno

Di Vito Fiori

parkinsonIl costo della malattia di Parkinson in Europa continua a crescere e potrebbe aver raggiunto nel 2025 quota 28,8 miliardi di euro l’anno, con un aumento del 26,6% rispetto ai 22,8 miliardi stimati per il 2019. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Movement Disorders, promosso nell’ambito di un’iniziativa dell’Accademia Europea di Neurologia e realizzato con il coinvolgimento, tra gli altri, dell’Università di Duisburg-Essen. La ricerca ha analizzato l’impatto economico della malattia in 47 Paesi europei, stimando che nel 2019 circa 2,2 milioni di adulti convivessero con il Parkinson.

I conti

Il conto complessivo comprende diverse voci. Nel 2019 i costi diretti, medici e non medici, hanno raggiunto 17,3 miliardi di euro. A questi si sono aggiunti 4,4 miliardi di euro per l’assistenza informale non retribuita fornita da familiari e amici e circa un miliardo di euro di costi indiretti legati alla perdita di produttività.

Una malattia sempre più diffusa

Il Parkinson è oggi la seconda malattia neurodegenerativa più comune al mondo e anche quella caratterizzata dalla crescita più rapida. In Europa la sua prevalenza è quasi raddoppiata dal 1990: si è passati da 135 a 247 casi ogni 100mila persone. Un aumento che si riflette non soltanto sul numero di pazienti e sulle esigenze assistenziali, ma anche sul peso economico della patologia per i sistemi sanitari, le famiglie e l’economia nel suo complesso.

Secondo lo studio, i costi diretti rappresentavano nel 2019 oltre i tre quarti dell’onere economico complessivo, pari al 76 per cento. In questa voce rientrano, tra gli altri, l’assistenza ospedaliera, i farmaci, i servizi di assistenza sociale e gli interventi necessari per adattare le abitazioni alle esigenze delle persone con Parkinson.

Particolarmente rilevante anche il contributo dell’assistenza informale. Il lavoro non retribuito svolto da familiari, amici e altri caregiver rappresentava infatti quasi un quinto del costo complessivo della malattia, pari al 19 per cento. Un dato che evidenzia il ruolo fondamentale delle reti familiari e personali nell’assistenza quotidiana alle persone colpite dalla patologia.

Germania in testa, Italia al terzo posto

Il peso economico del Parkinson varia sensibilmente tra i diversi Paesi europei. Nel 2019 la Germania ha registrato il costo nazionale più elevato, con 5,7 miliardi di euro, seguita dalla Francia, con 5,3 miliardi.

Al terzo posto si trova l’Italia, con un costo complessivo stimato in 2,6 miliardi di euro. Seguono la Spagna, con 1,9 miliardi, e il Regno Unito, con 1,6 miliardi. Nel loro insieme, questi cinque Paesi concentrano circa il 75 per cento dell’intero onere economico della malattia di Parkinson in Europa.

L’aumento previsto dei costi fino ai 28,8 miliardi di euro nel 2025 fotografa dunque una duplice tendenza: da una parte la crescita del numero di persone che convivono con la malattia, dall’altra l’impatto sempre più significativo che il Parkinson esercita sui sistemi sanitari, sulle famiglie e sulla società europea.

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