Italia all’Onu, messaggio sulla disabilità
Di Giuseppe Giuliani
Il messaggio è arrivato nel corso un’iniziativa promossa, insieme agli altri Paesi del “Gruppo di Amici dei diritti culturali delle persone con disabilità”, dall’Italia nel corso dell’evento “Patrimonio culturale e memoria collettiva: riconoscere le voci e i contributi delle persone con disabilità” organizzato a Ginevra durante il Consiglio dei Diritti Umani.
Il messaggio
A parlare è stato l’ambasciatore Luigi Maria Vignali: «rendere il patrimonio culturale accessibile non significa soltanto abbattere le barriere architettoniche, ma anche quelle sensoriali, digitali e cognitive. E soprattutto riconoscere che le persone con disabilità non sono semplici spettatrici della cultura, ma contribuiscono a crearla e sono protagoniste della memoria collettiva».
L’evento
L’evento è stato promosso dalla Rappresentanza permanente italiana in occasione del Consiglio dei Diritti Umani, insieme agli altri membri del “Gruppo di Amici dei diritti culturali delle persone con disabilità”: Iraq, Cipro, Messico, Montenegro, Algeria e Libano.
Al centro dell’iniziativa c’erano i diritti delle persone con disabilità intellettive e psicosociali. L’evento vede l’Italia impegnata a rendere il proprio patrimonio culturale sempre più accessibile anche alle persone con disabilità intellettive e psicosociali. Gli strumenti sono quelli Easy-to-Read, che rendono testi e informazioni più facilmente comprensibili, e i percorsi sensoriali.
I progetti
Il Gruppo di Amici sta lavorando all’elaborazione di linee guida internazionali sui diritti culturali delle persone con disabilità intellettive e psicosociali. Il principio è quello del “Nulla su di noi, senza di noi”. Si tratta di valorizzare capacità, esperienze e contributi, superando stereotipi e barriere, partendo dal presupposto che «le persone con disabilità» dice Luigi Maria Vignali, «non sono semplici destinatarie passive né spettatrici del nostro patrimonio culturale: sono creatrici, innovatrici e protagoniste della nostra memoria condivisa».