La Corte dei Conti bacchetta le Regioni

Durante l’emergenza Covid, le risorse trasferite alle Regioni col fondo di sostegno destinate alle strutture semiresidenziali per persone con disabilità hanno visto raggiungere la spesa di poco meno della metà. È quanto sottolinea la Corte dei Conti in una elaborazione dati dove emerge un quadro davvero preoccupante di mancato utilizzo dei fondi a disposizione. E si tratta di fondi destinati a garantire tutte quelle misure e gli specifici controlli sulle strutture semiresidenziali per persone con disabilità. Lo Stato aveva previsto un indennizzo per le spese aggiuntive che gli enti avrebbero dovuto sostenere attraverso l’art. 104, al comma 3, del D.L. n. 34/2020 del “Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità”.
Un fondo di ben 40 milioni per il 2020 previsti nel D.P.C.M. del 23 luglio 2020 attribuiti alle Regioni per essere poi distribuiti agli enti gestori delle strutture semiresidenziali a carattere socio-assistenziale, socioeducativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità. Fondi necessari per mettere in condizioni di sicurezza le prestazione di assistenza verso i propri utenti.

Qui sotto la tabella elaborata dalla Corte dei Conti mostra la distribuzione delle risorse alle singole Regioni.

Risorse trasferite alle Regioni e non erogate alle strutture.
Destinatario Risorse trasferite alle Regioni Risorse non erogate alle strutture
Abruzzo 880.000 696.507,64
Basilicata 400.000 400.000,00
Calabria 1.360.000 1.295.701,75
Campania 4.040.000 4.040.000,00
Emilia Romagna 2.920.000
Friuli-Venezia Giulia 800.000 344.353,10
Lazio 4.040.000 3.653.438,70
Liguria 1.000.000 723.129,21
Lombardia 6.680.000 2.223.263,54
Marche 1.040.000 518.408,39
Molise 200.000 164.206,40
Piemonte 2.880.000 829.220,44
Puglia 2.760.000 2.760.000,00
Sardegna 1.160.000 1.146.509,85
Sicilia 3.440.000 3.440.000,00
Toscana 2.440.000 234.177,81
Umbria 600.000 252.619,18
Veneto 3.280.000
Totali 39.920.000 22.721.536
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati trasmessi dalla Presidenza del Consiglio dei ministri



Ciascuna Regione aveva poi il compito di determinare l’ammontare massimo di contributo concedibile, in base al numero degli utenti con disabilità di ciascuna struttura alla data del 17 marzo 2020, ma anche in base al tipo di regime in essere con le strutture operanti nel territorio.

È stata infine prevista una specifica rendicontazione alle quali erano tenute le Regioni, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, in relazione all’effettiva erogazione ai beneficiari delle risorse trasferite, oltre ad uno specifico monitoraggio dei flussi finanziari.
Ebbene, in merito a questa verifica, è stata redatta una Relazione della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti su “Le misure volte a sostenere le persone con disabilità nel periodo dell’emergenza epidemiologica da covid-19 -La gestione del fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità di cui all’art 104, comma 3, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”, approvata con Delibera n. 5/2022/G.

Da tale relazione emergono dei dati interessanti, fermo restando che non tutte le Regioni hanno però reso disponibili tali dati. Innanzitutto emerge che, nonostante le risorse trasferite dal bilancio statale alle Regioni siano state 39.920.000,00, complessivamente sono stati erogati ai centri diurni solo 17.218.933,89.

Questo significa che risultano essere state rendicontate come utilizzate poco meno del 50 per cento delle risorse trasferite. Inoltre vengono rilevate forti disuguaglianze da regione a regione, andando dal 100 per cento delle Regioni più virtuose a un minimo variabile dall’1 al 5 per cento. Le risorse trasferite alle Regioni che non hanno fornito elementi alla Presidenza in ordine all’erogazione delle stesse alle strutture sono pari a 10.640.000 euro.

Sulla base dei dati acquisiti dalla Presidenza, è stato possibile calcolare l’importo delle risorse le quali, pur essendo nella disponibilità delle Regioni, contabilizzate nei bilanci delle medesime come entrate accertate e riscosse, non sono state erogate alle strutture. Nella tabella seguente, elaborata dalla Corte dei conti vengono riportati, per ciascuna Regione, i dati delle risorse trasferite alle Regioni e di quelle erogate dalle Regioni alle strutture.

Risorse attribuite alle Regioni – Anno 2020
REGIONI QUOTA (%) RISORSE
Abruzzo 2,2% 880.000
Basilicata 1,0% 400.000
Calabria 3,4% 1.360.000
Campania 10,1% 4.040.000
Emilia Romagna 7,3% 2.920.000
Friuli-Venezia Giulia 2,0% 800.000
Lazio 10,1% 4.040.000
Liguria 2,5% 1.000.000
Lombardia 16,7% 6.680.000
Marche 2,6% 1.040.000
Molise 0,5% 200.000
Piemonte 7,2% 2.880.000
Puglia 6,9% 2.760.000
Sardegna 2,9% 1.160.000
Sicilia 8,6% 3.440.000
Toscana 6,1% 2.440.000
Umbria 1,5% 600.000
Valle d’Aosta 0,2% 80.000
Veneto 8,2% 3.280.000
Totali 100,00% 40.000.000
Fonte: Tabella 1 – DPCM del 23 luglio 2020


Perché questo scarso uso delle risorse in relazione ai servizi per la disabilità? Secondo la relazione della Corte dei conti sembra difficile individuare le ragioni della parziale utilizzazione delle risorse rese disponibili. E tutto questo tenendo conto diun settore, quale quello dei servizi sociali e, più in particolare, delle misure di sostegno alle persone con disabilità, strutturalmentecarente di fondi. E si capisce ancora meno considerando come quei fondi erano destinati esclusivamente ad assicurare le condizioni di sicurezza sia per gli utenti che per gli operatori.Quali le cause? Tra le ragioni, la Corte evidenzia come la situazione di emergenza abbia certamente influito sulla capacità di attuazione del programma. La stessa organizzazione territoriale ha certamente influito sulla capacità di gestione efficace e tempestiva delle risorse e a dimostrarlo sarebbe la grande differenza a livello delle varie regioni.
I rischi
Proprio la Corte rivela come le risorse trasferite alle regioni, se non viene dimostrata l’utilizzazione per la finalità alla quale erano destinate, viene avviata la procedura per la riacquisizione al bilancio dello Stato. Il Governo ha riaffermato con forza la necessità di garantire la continuità dell’erogazione di questi fondi ma la scarsa risposta degli stessi enti regionali non tranquillizza. Soprattutto se si considera la mancanza, più in generale, di un’organizzazione che assicuri l’erogazione dei livelli minimi di servizio.

Emanuele Boi
Per approfondire:
La relazione completa

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