Scuola italiana: per concetto, la migliore, ma l’attuazione è pessima

«Il modello italiano di inclusione scolastica è tra i più avanzati al mondo, ma l’attuazione lascia a desiderare». È quanto si legge nel tredicesimo Atlante dell’infanzia a rischio in Italia realizzato da Save the Children.

Il report denuncia l’impatto che le diseguaglianze socioeconomiche, educative e territoriali hanno sulla salute e il benessere psicofisico dei bambini. La pandemia, oltre ad aver acuito tali disuguaglianze, ha messo in mostra le tante criticità del servizio sanitario nazionale per disparità territoriali.

Fascia d’età tra i 3 e i 10 anni

È tra i 3 e i 10 anni, secondo l’Organizzazione, che si manifestano i Bisogni Educativi Speciali (Bes) legati a motivi fisici o psicologici e sociali dei bambini. Secondo i dati ufficiali questi riguardano il 6,5 per cento degli alunni della scuola primaria.

Pur essendo il modello italiano di inclusione scolastica tra i più avanzati al mondo non c’è un effettivo riscontro in termini di attuazione. Basti pensare che solo il 32 per cento degli edifici scolastici è privo di barriere per alunni con disabilità motoria (con picchi poco superiori al 40 per cento in Lombardia e Marche) e solo una scuola su cento è dotata di ausili per l’accessibilità di alunni con cecità o ipovedenti.

Preoccupante anche il dato relativo agli insegnanti di sostegno. Nell’anno scolastico 20/21 a fronte di oltre 268 mila studenti con disabilità (il 3,6 per cento di tutti gli studenti) erano presenti circa 152 mila insegnanti di sostegno di cui oltre un terzo senza formazione specifica e il 20 per cento assegnato in ritardo.

Dati in continuo aggiornamento

Una novità dell’Atlante, introdotta quest’anno, è rappresentata dal Data Hub (raggiungibile al sito https://datahub.savethechildren.it/) dedicato alla raccolta e diffusione costante di informazioni, dati, ricerche e analisi inerenti l’infanzia e l’adolescenza. Questo aggiornamento continuo è reso disponibile dalla collaborazione con istituzioni di ricerca, università, centri studi e fondazioni.

Emanuele Boi

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