Violenza sulle donne disabili: cambiano i metodi di rilevazione

Presentato a Roma il rapporto “Il Punto – Il pregiudizio e la violenza contro le donne” elaborato dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale (qui il link https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2023-03/il_report.pdf) . Si tratta di un ufficio interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e per la stesura del lavoro sono state utilizzate le informazioni contenute nella Banca dati delle Forze di Polizia. Il rapporto è liberamente consultabile e scaricabile e contiene i dati relativi ai crimini commessi ai danni delle donne, nonché un approfondimento sui cosiddetti “reati spia”, vale a dire i delitti considerati indicatori di violenza di genere (i maltrattamenti in famiglia, gli atti persecutori/stalking e la violenza sessuale declinata in tutte le sue forme).

All’argomento era stato dato ampio risalto in un convegno organizzato da Ierfop Onlus (La violenza sulle donne disabili, un tabu da scoprire – Cittadinanza Sociale (cittadinanzasocialenews.it)). Dal rapporto della Direzione Centrale della Polizia Criminale risulta come, dal 1° gennaio al 3 dicembre 2023, le donne uccise sono state 109. Novanta di esse sono state assassinate in ambito familiare/affettivo, mentre 58 sono morte per mano di un partner/ex partner.

L’approfondimento dei “reati spia” della violenza di genere ha riguardato i primi nove mesi del 2023 e ha evidenziato come, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, siano diminuite tutte le fattispecie di reato.

La violenza nei confronti delle donne con disabilità

Nel Rapporto, c’è un capitolo intitolato “La violenza nei confronti delle donne con disabilità” (pag. 55-67) realizzato a cura dell’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (Oscad). In questo capitolo, l’Osservatorio chiarisce come tali dati siano stati estrapolati dalla Banca dati Sdi (sistema di indagine) attraverso chiavi di ricerca multiple. Il motivo è che in essa non esiste uno specifico campo di ricerca dedicato alla rilevazione della disabilità della vittima.

Proprio per questo, l’Oscad anticipava come fosse in fase di studio l’inserimento nello Sdi di un dettaglio relativo alla categoria “vittima di reato” che contemplasse la disabilità unitamente al dato già presente sul genere. Finalmente quindi, il dettaglio della “disabilità” della categoria “vittima di reato” è stato aggiunto e così il nuovo rapporto contiene già dati disaggregati sui reati commessi a danno di donne disabili molto più precisi e specifici rispetto a quelli delle precedenti rilevazioni. Queste infatti erano stati raccolti tenendo in considerazione la variabile della disabilità già in fase di inserimento dei dati stessi. Non è una modifica di poco conto oppure un banale aspetto tecnico, ma invece è importantissima ai fini dell’emersione, della misurazione e della descrizione del fenomeno della violenza nei confronti delle donne con disabilità.

Se infatti dati vengono disaggregati per la disabilità, non è possibile predisporre politiche e programmi di prevenzione, contrasto e accoglienza mirati per le vittime di violenza con disabilità.

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