Anziani e invecchiamento attivo

Lo scorso 25 gennaio Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo contenente “disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane”.

Cosa prevede il decreto

In un comunicato pubblicato sul portale https://www.governo.it, si legge: «Il testo introduce misure specifiche per prevenirne la fragilità delle persone anziane, per favorirne la salute e per l’invecchiamento attivo […]».

In generale vengono annunciati strumenti di sanità preventiva e di telemedicina presso il domicilio delle persone anziane, misure volte a contrastarne l’isolamento e la deprivazione relazionale e affettiva a favore del mantenimento delle capacità fisiche, intellettive e sociali, quali, a titolo esemplificativo, misure volte a favorire il turismo lento o l’impiego in organizzazioni di volontariato e di formazione.

A partire dal gennaio 2025 viene istituita in via sperimentale una nuova Prestazione Universale erogata dall’Inps, che dovrebbe progressivamente sostituire l’indennità di accompagnamento per anziani a partire dagli 80 anni, con bisogno assistenziale gravissimo e Isee di non oltre 6 mila euro.

Previste, infine, misure che riguardano la domiciliarità e il cohousing solidale domiciliare così come l’istituzione di un fondo dedicato alla promozione della mobilità degli anziani in ambito dei servizi di trasporto pubblico.

La posizione della Fondazione Gimbe e del Forum Terzo Settore

«Lo schema del decreto anziani predisposto dal Governo», spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, «rappresenta un grande passo per rispondere ai bisogni di oltre 14 milioni di anziani che, insieme a familiari e caregiver, affrontano difficoltà e altri fenomeni di impoverimento economico aggravate dalle enormi diseguaglianze nell’erogazione dei servizi socio-sanitari, sia tra Nord e Sud, sia tra aree urbane e rurali».

Secondo le proiezioni demografiche dell’Istat, tuttavia, gli over65 raggiungeranno quota 18.8 milioni, andando così ad aumentare il numero di beneficiari delle misure previste dal provvedimento.

Come sottolineato ancora dalla Fondazione Gimbe, «il decreto anziani fa riferimento ai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e ai Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (Leps). Diventa inderogabile colmare inaccettabili divari tra Regioni […]. L’assenza di finanziamenti dedicati ai vari interventi fanno, al momento, del Decreto anziani un’eccellente ricognizione di tutte le misure di cui possono beneficiare le persone anziane, ma la cui attuazione è fortemente condizionata, oltre che dall’emanazione di numerosi decreti attuativi, dalle risorse e dalle rilevanti diseguaglianze regionali».

Posizione simile a quella espressa dalla portavoce del Forum Terzo Settore Vanessa Pallucchi: «il Forum Terzo Settore ritiene necessario dare spazio alla massima condivisione con tutte le istituzioni coinvolte, comprese le Regioni e il Terzo Settore, affinché la riforma possa avere un impatto significativo sulla vita materiale delle persone e delle famiglie a cui è indirizzata» e aggiunge, «il testo del decreto che stiamo attentamente esaminando contiene infatti elementi sicuramente positivi, ma anche in considerazione delle risorse non adeguate attualmente previste, non sembra avere la portata attesa per anziani, non autosufficienti e loro familiari».

Emanuele Boi

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