Attenti alla truffa nel nome dell’Inps!
No, l’Inps non c’entra niente, ma viene utilizzato il suo nome per carpire informazioni importanti. Potrebbero arrivarvi un sms o una e mail apparentemente inviati dall’Inps, l’Istituto vi chiede di collegarvi al suo sito, ma non è quello vero, bensì un sito fotocopia nel quale, inconsapevolmente, inserirete dati anagrafici, iban e buste paga. Tutte informazioni che i cybercriminali utilizzeranno per creare un’identità uguale alla vostra, uno spid falso e agire a vostro nome.
Per cosa? Per rubarvi informazioni e soldi. Soprattutto soldi.
Come funziona la truffa
Ottenuti i vostri dati, quelli che voi ritenete di aver fornito all’Inps, i “ladri della rete” creano uno spid (il Sistema pubblico di identità digitale) per accedere via internet con il vostro nome ai servizi della pubblica amministrazione. A quel punto, sono in grado di ottenere rimborsi, bonus e altre informazioni sensibili, tutto in vostro nome. Questo, anche perché la legge consente di creare più di uno spid per una stessa identità.
Tutte le informazioni
Il fenomeno è molto diffuso se si tiene conto che nel solo mese scorso l’Agenzia per l’Italia Digitale ha individuato più di 30 false identità spid.
Sotto le false sembianze dell’Inps, i ladri ottengono tutto ciò che gli serve: una copia dei vostri documenti e, persino, un selfie o un breve video. Sì, perché le società alle quali vi rivolgete per creare l’identità digitale devono verificare la coincidenza tra la persona che sta chiedendo lo spid e quella che compare nei documenti.
A cosa serve lo spid falso
Si può accedere a vostro nome all’Agenzia dell’Entrate e cambiare l’iban. In questo modo, tutto quello che dovrebbe arrivare a voi in termini di rimborsi, viene dirottato nelle tasche di chi è in possesso della vostra identità. Ma si possono effettuare a nome vostro tutte le operazioni: per esempio chiedere la pensione anticipata.
Come difendersi
La prima cosa da fare è l’autenticazione a due fattori: significa che per ogni operazione dovrete ricevere un Sms o dalle app di autenticazione un codice utile ad accedere ai propri spazi digitali. Esiste poi la notifica che segnala ogni operazione bancaria svolta in vostro nome ed è necessario segnalare alla Polizia postale ogni truffa. Soprattutto però, bisogna ricordarsi che l’Inps non invia sms.
Giuseppe Giuliani