I siti web meno accessibili? Sono quelli delle compagnie di viaggio per le persone con disabilità

Organizzare una vacanza non è mai stato così difficile, almeno per le persone con disabilità. Le compagnie di viaggio sono infatti tra i peggiori trasgressori delle norme sull’accessibilità web a livello internazionale. A dirlo sono due indagini in tema di accessibilità digitale condotte di recente da due operatori del settore.

I report

Tra i peggiori trasgressori delle norme sull’accessibilità dei siti web ci sono proprio le agenzie di viaggio. Il mancato rispetto delle disposizioni in materia di accessibilità digitale rendono praticamente impossibile alle persone con disabilità l’utilizzo di questi siti, costituendo un esempio di discriminazione a tutti gli effetti.

A dirlo sono due indagini condotte rispettivamente da due operatori del settore: WebAim, Associazione senza scopo di lucro che si occupa di migliorare l’esperienza web per gli/le utenti con disabilità, e AudioEye, società specializzata nell’accessibilità digitale.

Dal rapporto Million, prodotto da WebAim, emerge come, su un milione di siti web, quasi il 60 per cento presentino errori in home page, con un aumento del 17 per cento rispetto all’anno precedente.

Il report di AudioEye, invece, mette in luce diverse problematiche legate all’indice di accessibilità digitale, come scarso contrasto dei colori.

In generale, dall’analisi emerge come il 38 per cento delle immagini dei siti web sia privo di testo alternativo, il 35 per cento delle pagine presenti moduli privi di etichette, l’80 per cento dei link non sia chiaramente leggibile dai lettori di schermo, mentre il 40 per cento dei siti delle pagine dedicate a viaggi e ospitalità presentino difficoltà di navigazione per chi utilizza soltanto la tastiera del pc.

Persone con disabilità visiva tra le più penalizzate

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona su sei convive con una qualche forma di disabilità. Di queste, ben 2 miliardi e 200 milioni sono cieche o ipovedenti. Come noto, sono proprio le persone con disabilità visiva a essere maggiormente penalizzate dalla non accessibilità del web.

Eppure, secondo alcune ricerche condotte nel Regno Unito, il potere di spesa delle persone con disabilità supererà nel 2025 i 50 miliardi di sterline, circa 58 miliardi di euro. Di conseguenza, i viaggiatori e le viaggiatrici con disabilità spenderanno i loro soldi nei (pochi) siti accessibili delle agenzie di viaggio.

In particolare, il rispetto delle norme sull’accessibilità non è soltanto un obbligo di legge, ma anche un fattore in grado di garantire un bacino di utenza molto più esteso.

Roberta Gatto

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