Disabilità nella Storia: Francisco Goya (30 marzo 1746 – 16 aprile 1828)

Francisco Goya

Francisco de Goya y Lucientes nasce a Fuendetodos, nei pressi di Saragozza (nell’Aragona), il 30 marzo del 1746. Figlio di un maestro doratore e di una donna della piccola nobiltà aragonese, si trasferisce con la famiglia a Saragozza, dove frequenta il collegio delle Scuole Pie dei Padri scolopi. Qui, il giovane Goya dà prova del proprio talento per il disegno e per la pittura, talento che gli permette di diventare ben presto un pittore affermato.

La carriera

A soli diciotto anni si trasferisce a Madrid, dove si divide tra studio e bagordi. Trascorre infatti il tempo libero nelle osterie a bere e a suonare o cantando serenate, viene coinvolto in diverse risse e non esita a buttarsi in una quadriglia di toreri.

Nel 1770 si reca a Roma, nota all’epoca come culla del classicismo e città fervente di vita, animata dalle processioni religiose a quelle più pagane del Carnevale. Qui Goya ha modo di studiare le opere classiche e avvicinarsi ad altri artisti contemporanei, da cui sarà fortemente influenzato, entrando anche in contatto con la corrente del pre-romanticismo.

Nel giugno 1771, in seguito al rapimento di una ragazza di Trastevere, è costretto a tornare a Saragozza. Nella città spagnola, Goya consolida il proprio successo di artista diventando, nel 1786, pittore del re.

La malattia

“Il parasole”

Durante un soggiorno a Siviglia, nel 1792, Goya si ammala. La diagnosi è incerta, ma alcuni pensano si tratti di sifilide, o di intossicazione da piombo. Mentre dipinge, Goya intinge la punta del pennello con la bocca e il contatto con i colori potrebbe aver causato l’avvelenamento.

L’artista soffre di feroci emicranie, disturbi visivi, vertigini, paralisi e, dopo una lunga convalescenza, perde completamente l’udito, condizione che non gli impedisce tuttavia di dipingere. La sua arte, però, cambia radicalmente. I soggetti diventano naufragi, interni di manicomi, soggetti terrificanti e cupi.

Ultimi anni

Nonostante la malattia, gli ultimi anni di Goya sono ricchi di eventi. Non disdegna la vita amorosa, intrecciando una relazione con la duchessa d’Alba, diventa direttore dell’Accademia di Belle Arti e continua a dipingere, mettendo in luce attraverso le proprie opere il lato oscuro della società spagnola dell’epoca.

La sua carriera prosegue anche durante il periodo napoleonico e dopo l’insediamento di Ferdinando VII, monarca assolutista.

È il 1819 e il pittore, allontanatosi dalla corte spagnola,  si sposta dapprima a Madrid e quindi a Bordeaux, in Francia. Qui si dedica alla pittura e all’insegnamento e si spegne serenamente il 16 aprile 1828 all’età di 82 anni. Tra le sue opere più famose, ricordiamo Saturno che divora suo figlio, Le pitture nere, Il sonno della ragione genera mostri e Il Volo delle Streghe.

Roberta Gatto

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