L’informatica rende più autonomi
«Il computer? Senz’altro un facilitatore, per tutto». Margherita Orgiana, docente del corso di primo livello di informatica curato da Ierfop, non ha dubbi. Lei, insieme con il collega docente Valentino Puddu ha mostrato la via agli allievi non vedenti per conoscere uno strumento in grado di aprire nuovi orizzonti. E questo, soltanto usando le mani sulla tastiera e conoscendo comandi capaci di rendore inutile il mouse, strumento indispensabile per chi invece dispone della vista. Del resto, il mouse, nell’ambito dell’informatica, è uno strumento introdotto relativamente da poco, perché prima c’era solo la tastiera che trasferiva i comandi dell’utente.
Nel video curato da Marco Gallus vi sono le testimonianze degli allievi e allieve come Maria Grazia Lucia Argiolas o di Francesca Orto che raccontano come dopo aver perso la vista ritenessero (erroneamente) che il computer fosse diventato uno strumento off limit. Considerazione poi persa appena ci si è trovati con i polpastrelli sulla tastiera e sui comandi che i tasti consentono di dare. Per riuscire a fare quelle che sono le operazioni “principi” del lavoro informatico.
«Mi sono ritrovata a imparare ad aprire un file, riempirlo, copiare, incollare, tagliare parti dello scritto» racconta nel video Tecla Palmas, «e questo mi ha dato grande soddisfazione perché mi rende più autonoma». Il più grande successo? Riuscire a poter scrivere autonomamente una ricetta di cucina oppure richiedere al proprio medico una lista di farmaci. Conquistando così punti sul piano dell’autonomia sì, ma anche di riservatezza e privacy.
Alla fine, la considerazione fatta un po’ da tutti: «il corso di informatica? L’avrei dovuto fare già da prima».