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Non ci vedo, ma giochiamo a bowling?

Non vedere, ma voler giocare a bowling. Possibile? Possibile. La possibilità ce l’ha dà l’invenzione dello statunitense Bob Anderson. Fu lui nel 1966 a inventare il bowling per non vedenti. In pratica, una sorta di ringhiera con marcatori tattili utili per orientarsi e così dirigere il tiro della boccia. Tutto è nato quando Bob Anderson perse la vista, ma non volle rinunciare al suo sport preferito. Fu così che si ingegnò per riuscire a trovare un sistema e continuare a giocare.

Il sistema

Grazie al suo senso di adattamento, oggi i giocatori non vedenti o ipovedenti gravi possono basarsi su strisce tattili (stile Loges, le “strisce” tattili sul pavimento delle strade, stazioni) e sulle descrizioni fornite da allenatori o assistenti. Le indicazioni sono utili per orientarsi e a comprendere il piazzamento dei birilli superstiti dopo un primo tiro. Il gioco si svolge generalmente con nove o dieci birilli e ha avuta così tanta presa, che presto sono nate federazioni nazionali.

È stata così la città slovacca di Kosice a ospitare il primo torneo internazionale ufficiale di bowling per non vedenti e ipovedenti nel 1996. Il primo campionato europeo si svolse invece a Newcastle-upon-Tyne, Inghilterra, nel 1998.

Già però nel 1977 si svolse un torneo iridato, ma le sue regole e il suo formato non erano standardizzati e uniformati. Solo nel 2015 si è arrivati al riconoscimento delle regole internazionali con il campionato mondiale di Seoul.

Successivamente, i tornei continentali si svolgono con cadenza ormai annuale, mentre i titoli mondiali vengono assegnati con cadenza quadriennale all’interno degli Ibsa Games.

Tra i più grandi campioni della specialità di bowling per non vedenti, si ricordano gli americani Wilbert Turner, Cathy Fleming, Chuck Graham e Simon McNeil. E poi i britannici Rosa Crean, George Heath, Keith Brenton e Julie Thomas, la polacca Karolina Rzepa, la sudafricana Monica Kruger e l’israeliano Shlomi Lazmy.

E in Italia? Il movimento italiano è ancora in forma embrionale e consta di sparute iniziative singole, ma si spera di vederlo presto crescere.

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