Due cortometraggi sull’inclusione a Mestre
Di Giuseppe Giuliani
Sono due i corti del regista Mirko Artuso che hanno trovato spazio nell’evento promosso dalla cooperativa sociale La rosa blu e da Anffas Mestre: “Nei miei panni” e “Il coccodrillo di pane”. Due cortometraggi con un filo comune, il tema dell’inclusione.
Il primo è dedicato alle ragazze e i ragazzi del centro diurno La rosa blu e della Comunità alloggio Anffas di Mestre, il secondo guarda all’autonomia e all’indipendenza delle persone con sindrome di Down.
L’obiettivo
Lo scopo del progetto è quello di favorire la crescita delle persone con disabilità coinvolte, attraverso l’esperienza cinematografica. Tutto è partito con un laboratorio teatrale e l’arte è diventata lo strumento capace di produrre inclusione, ma anche consapevolezza. La partecipazione ai corti delle persone con disabilità vuole essere un modo di offrire uno sguardo diverso sulla realtà e valorizzare la diversità.
“Nei miei panni”
I protagonisti sono quattordici ragazze e ragazzi del Centro diurno La Rosa Blu e della Comunità Alloggio Anffas Mestre.
Il film dura 14 minuti e racconta la storia di un giovane nobile veneziano alla ricerca di un equilibrio interiore che sembra avvicinarsi grazie a un incontro, ma un incidente imprevisto rimescola le carte. Nelle riprese sono state coinvolte 70 persone tra attori professionisti, acrobati, musicisti e operatori socio‐educativi.
“Il coccodrillo di pane”
Affronta il tema dell’autonomia delle persone con sindrome di Down e racconta di un gruppo di giovani che si allontana dalla casa alloggio per incontrare un vecchio saggio. Soltanto uno di loro, superando le difficoltà, raggiungerà l’obiettivo. Il corto è stato realizzato con la collaborazione dell’associazione Agendo e la partecipazione dei ragazzi della stessa associazione. Il film invia a riflettere sul desiderio di indipendenza e sull’importanza delle scelte personali.
Cosa resta
Aldilà della realizzazione e della proiezione dei film, rimane il rapporto che si è creato con la comunità: i progetti con le scuole, gli incontri per diffondere la cultura dell’accoglienza, i messaggi lanciati per combattere gli stereotipi.