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Meta cambia modello di guadagno introducendo abbonamenti sulle proprie piattaforme social

Di Rossella Boette

A breve saranno testate e introdotte le novità premium di Meta, lo rivela il sito americano TechCrunch, spiegando come i piani siano progettati per offrire nuove funzionalità extra. Questa nuova strategia commerciale di Zuckerberg è simile a quella precedentemente utilizzata su Snapchat con i suoi 16 milioni di utenti.

Il tentativo è quello di indagare un modello di ricavo alternativo rispetto a quello già presente, basato unicamente su inserzioni pubblicitarie. La scelta si basa anche sulle recenti ostilità da parte delle autorità europee con le relative normative del Digital markets Act riguardo la profilazione dei dati a scopo commerciale che per anni aveva rappresentato una vera miniera d’oro per Meta. Senza dimenticare Whatsapp con i suoi tre miliardi di utenti in tutto il mondo e la sua crittografia end to end che rende vano ogni profitto.

Cosa cambierà per gli utenti

I nuovi abbonamenti sfrutteranno al massimo l’intelligenza artificiale, con possibilità di accedere a Manus, agente AI con strumenti avanzati, la cui società sarebbe stata acquisita da Meta per 2 miliardi di dollari.

La stessa Meta sta valutando anche l’introduzione di piani a pagamento per Vibes, la sua sezione dedicata ai video creati con l’intelligenza artificiale. Molta attenzione sarà dedicata alla privacy, con l’introduzione di opzioni nuove per avere maggiore controllo sui propri account.

Ogni piattaforma avrà un piano differente sulla base delle proprie caratteristiche. Partendo da Instagram, in cui si introdurrà la possibilità di creare liste illimitate di pubblico, visualizzare le stories in anonimo e accedere alla lista delle persone che non ricambiano il follow.

Restano per ora poco chiare le novità riguardanti Whatsapp e Facebook. In ogni caso, nessuno dei piani avrà a che fare con Meta verified, l’esperienza rivolta agli utenti business con la spunta blu.

L’obbiettivo è quello di coinvolgere il più ampio bacino d’utenza, lasciando intatti tutti gli strumenti professionali orientati maggiormente verso le aziende.

I problemi

Meta dovrà però affrontare il problema relativo alla subscrition, ovvero l’iscrizione al piano a pagamento, complice la crescita dei servizi streaming come Netflix o Spotify. Gli utenti infatti sono stanchi di sottoscrivere altri piani a pagamento e il punto di rottura è inevitabile.

Chi non vuole abbonarsi può comunque tirare un sospiro di sollievo, il piano gratuito e le sue annesse funzioni continueranno infatti a essere presenti sulle tre piattaforme social, mantenendo ovviamente le solite inserzioni pubblicitarie per il suo sostentamento.

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