Ma davvero non si può correre con il cordino?
Di Rossella Boette
Da qualche tempo sta emergendo una situazione giuridica decisamente lesiva (e diciamo, anche antipatica) per i podisti ciechi. Con le attuali norme infatti, chi ha una disabilità visiva non può essere tesserato Fidal e gareggiare in una competizione se questa non è riconosciuta dalla federazione Paralimpica di riferimento, ovvero la Fispess.
Le gare
Un cieco per correre ha bisogno di una persona legata con un cordino per essere guidato. Se però si prende parte a una maratona non convenzionata dalla Fispess, un giudice può legittimamente squalificare l’atleta e la sua guida, poiché per la Fidal l’utilizzo del cordino è considerato un aiuto non valido che falsifica la prestazione.
Ma c’è davvero qualche vantaggio tecnico nel correre con un cordino legato al polso? Eppure, muoversi in coppia, richiede molta più coordinazione e chi non vede deve sviluppare una serie di attenzioni ben diverse dai podisti vedenti.
I problemi
Il terzo articolo della Costituzione dice chiaramente come sia compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Ecco: per fare in modo che ciò accada, basterebbe un protocollo tra Fidal e Fispes così da rendere convenzionabili tutte le gare.
Nel 2026 le maratone convenzionate sono soltanto due: Bologna e Roma. Una vera ingiustizia se si pensa alla possibilità degli atleti vedenti di gareggiare letteralmente ovunque.
Se un cieco volesse gareggiare da un’altra parte, la procedura sarebbe non poco complicata poiché bisognerebbe mettersi in contatto con gli organizzatori e questi dovrebbero contattare la Fidal che a sua volta contatterebbe la Fispess.
I casi
Fa riflettere il caso di un atleta cieco squalificato insieme alla sua guida dopo otto ore di duathlon. Questo fatto sottolinea il tema dell’inclusione, tanto discusso, ma ancora poco praticato.
Non si tratta solo di adeguarsi alle norme a tutela degli atleti con disabilità, ma di trovare una soluzione capace di risolvere tutti quei problemi logistici legati agli spostamenti tra le varie regioni per gareggiare in tranquillità con la propria guida.