“Porkchop”, se la caverà e ritornerà libera
Di Rossella Boette
È stata soprannominata “Porkchop“, ovvero cotoletta di maiale, la tartaruga verde attualmente in convalescenza dopo un delicato intervento chirurgico. Nonostante questo, mangia davvero di tutto e ha recuperato in fretta le forze.
La testuggine, al momento situata in una grande vasca, prima di rientrare in natura si allena a nuotare nonostante le sia stata amputata una pinna dai veterinari che l’hanno curata all’acquario del Pacifico, parco acquatico scientifico di Long Beach situato a Los Angeles. Il parco, specializzato nel recupero di tartarughe marine, si occupa anche di un progetto per la salvaguardia dello squalo zebra, specie a rischio di estinzione.
Il salvataggio
Porkchop è stata salvata da alcuni volontari che partecipavano al Southern California Sea turtle monitoring, programma scientifico a tutela delle tartarughe verdi, coordinato dall’acquario ed è stata trovata nel fiume San Gabriel. Si tratta di un canale dove sono ospitati centinaia di esemplari della sua specie, situato in un area densamente abitata, tra Los Angeles e Anaheim. Il fiume sfocia nell’oceano in prossimità del porto di Alamitos Bay-la, zona turistica di pesca amatoriale che ha rischiato di esserle fatale.
Porkchop è stata letteralmente pescata da una lenza persa o buttata da qualche pescatore, in cui vi si sono impigliate alghe, rifiuti e, purtroppo anche lei stessa. La lenza infatti si è impigliata nella sua pinna anteriore destra e nel tentativo di liberarsi, ha stretto sempre di più il laccio, costringendo i volontari a effettuare l’amputazione.
Inquinamento marino
Questa vicenda pone l’accento sul tema dell’inquinamento marino e fa riflettere su quanto una semplice distrazione possa avere come effetto incidenti , lesioni o nel peggiore dei casi, la morte degli animali marini. il Wwf stesso aveva lanciato un allarme a seguito di un fatto risalente al primo gennaio in cui troppe tartarughe erano morte a Massa Carrara a causa delle reti da pesca. Anche questo episodio ci fa quindi riflettere sulla pericolosità della plastica per pesci, mammiferi ma anche volatili.