I dieci anni di Emergency a Sassari

Di Giuseppe Giuliani

Da dieci anni, Emergency opera nel sassarese con una struttura nel quartiere di Santa Maria di Pisa e Monte Grappa. Il bilancio parla di 5mila persone prese in carico e di 38mila prestazioni erogate negli ambiti della medicina di base, mediazione e supporto infermieristico.

Numeri che raccontano le difficoltà, ma soprattutto le esigenze del territorio.

Il lavoro svolto in questo periodo consente alla Ong di fornire anche un quadro esaustivo dei bisogni sanitari e sociali della popolazione assistita e di evidenziare gli aspetti critici.

Le prestazioni

Sono esattamente 35.715 le prestazioni effettuate da Emergency dal 2016 a oggi. Si è trattato per il 25 per cento di interventi di supporto infermieristico (medicazioni, rilevazione dei parametri vitali, somministrazioni di terapie mediche). Per il 15 per cento, sono state prestazioni di medicina generale o pediatrica, effettuate dai medici volontari.

Il fenomeno migranti

Il 60 per cento delle attività è rivolto ai migranti. Si tratta di interventi di mediazione culturale che prevedono colloqui e orientamento sociosanitario. Il dato dice dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni in Sardegna a causa dell’aumento della popolazione migrante. Alla comunità senegalese, già presente da tempo, si sono aggiunte persone provenienti da Africa Subsahariana, Bangladesh, Pakistan e Nepal.

I numeri

Quasi 5mila persone hanno fatto ricorso dal 2016 a oggi ai presidi di Emergency a Sassari, si è trattato per il 56 per cento di uomini e per il 42 per cento di donne.

Per quanto riguarda la nazionalità, sono stati prevalentemente italiani (28 per cento) senegalesi (14), nigeriani (13), ucraini (5) e bangladesi (4). Complessivamente, Emergency Sassari ha assistito persone provenienti da 112 Paesi del mondo.

Il commento di Emergency Sassari

A parlare è la responsabile di Emergency a Sassari, Sara Chessa ed evidenzia una crisi della medicina di base con persone impaurite che si rivolgono all’ambulatorio di Emergency o ricorrono in maniera impropria al pronto soccorso.

Emerge anche l’assenza di mediazione culturale nelle strutture pubbliche con i problemi che ne derivano per la presa in carico dei pazienti. Chessa parla del ruolo fondamentale della Ong «per far sì che le persone possano comprendere quelli che sono i loro diritti e venire a conoscenza del loro percorso di cura».

Gli italiani

Come detto, è rilevante anche il numero degli italiani che ricorrono ai servizi forniti nell’ambulatorio sassarese. In questo caso, emerge il problema dell’alfabetizzazione digitale, soprattutto tra gli anziani che rappresentano il 20 per cento delle persone accolte. Infatti, se da un lato la digitalizzazione dei servizi sanitari semplifica l’accesso, dall’altro rappresenta un ostacolo per chi è sprovvisto delle conoscenze di base.

Emergency e le istituzioni

Ciò che evidenzia il bilancio di questi dieci anni è anche il mutato rapporto con le istituzioni: le strutture sanitarie pubbliche, oggi, chiedono l’intervento di Emergency, soprattutto sul piano della mediazione culturale. Questa novità ha un aspetto positivo, ma denuncia la carenza del sistema sanitario pubblico e la necessità di un intervento esterno per affrontare le criticità. Anche alla luce di questa situazione, Emergency esprime preoccupazione per il futuro degli spazi che ha a disposizione.

I presidi di Emergency

Gli ambulatori mobili di Emergency sono presenti in Sicilia, Campania, Calabria, Veneto e Lombardia e rappresentano il contributo che la Ong fornisce per garantire il diritto alla cura previsto dalla Costituzione.

L’ambulatorio di Sassari

L’ambulatorio sassarese è in via Monte di Grappa ed è aperto il lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Mentre, il martedì dalle 9 alle 13 e il venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16.

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