Invecchiamento e come prevenirlo

Di Vito Fiori

Dal Focus settimanale de “Il Messaggero”, il medico Roberto Bernabei affronta la questione dell’invecchiamento e fornisce consigli su come prevenire eventuali disturbi legati all’età che avanza. Dai più piccoli segnali del nostro corpo e della nostra mente, si possono trarre delle indicazioni significative del nostro stato di salute.

Longevità, i test che rivelano quanto stiamo invecchiando (bene o male)

Esistono alcuni indicatori semplici ma efficaci per misurare lo stato di salute e prevedere la longevità. Alcuni test fisici – come la velocità della camminata, la capacità di alzarsi da una sedia, la forza della presa della mano e l’equilibrio – permettono di valutare il grado di autonomia e fragilità di una persona. Non si tratta soltanto di performance atletiche: questi specifici parametri riflettono la capacità di affrontare le attività quotidiane, dal fare la spesa al prevenire cadute. Risultati scadenti segnalano fragilità e la necessità di intervenire per correggerla o limitarla.

Il ruolo della mente

Con l’età, disturbi come presbiopia e presbiacusia sono diffusi e generalmente anche accettati. Più preoccupanti sono invece i cambiamenti cognitivi. Le cosiddette “dimenticanze benigne” – come non ricordare un nome o perdere le chiavi – fanno parte del normale invecchiamento. Diverso è il caso del decadimento cognitivo lieve, che può restare stabile o evolvere verso forme più gravi. La demenza e la malattia di Alzheimer rappresentano uno stadio più avanzato: non si tratta di semplici vuoti di memoria, ma di difficoltà funzionali concrete, come non riconoscere percorsi abituali o non saper compiere gesti quotidiani.

Test cognitivi per uno screening iniziale

Anche la funzione cognitiva può essere valutata con strumenti semplici. Tra questi: il test dell’orologio, che consiste nel disegnare un quadrante con le lancette; un questionario di 10 domande su orientamento, memoria e calcolo. Errori ripetuti possono indicare la necessità di un approfondimento specialistico.

Una sfida familiare e sociale

La demenza non coinvolge solo il paziente, ma l’intera famiglia. L’assistenza quotidiana spesso diventa insostenibile, portando al ricovero in strutture dedicate. Tuttavia, quando questo è possibile, la permanenza nel proprio domicilio garantisce una migliore qualità di vita. Per i pazienti fragili, infatti, anche un ricovero per eventi acuti può avere effetti negativi, aggravando il suo stato cognitivo per via di ambienti e ritmi di vita sconosciuti. Per tale ragione si punta sempre più sull’assistenza domiciliare.

Longevità come opportunità economica

L’invecchiamento della popolazione rappresenta anche una leva economica. Dallo sviluppo di tecnologie assistive a cibi specifici, app e strumenti per la riabilitazione cognitiva, si apre un mercato in crescita. Investire in soluzioni per l’invecchiamento significa migliorare la qualità della vita e creare nuove opportunità di sviluppo.

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