Una laurea in inclusione e accessibilità

Di Giuseppe Giuliani

Il punto di partenza può essere una laurea in Scienze dell’Educazione, oppure in Psicologia, Filosofia, Economia, Giurisprudenza, Ingegneria. L’obiettivo è quello di formare progettisti di soluzioni tecnologiche innovative che possano intervenire sull’autonomia individuale e sull’accessibilità di luoghi e comunità.

Il corso

Si tratta di un corso di formazione di alto livello, ufficialmente porta a una laurea in “Progettazione di Contesti di Vita Accessibili e Inclusivi”. Vede unite in un progetto di collaborazione l’Università di Bergamo e quella del Salento. Prevede che chiunque sia chiamato a progettare, realizzare prodotti o organizzare servizi abbia tra le sue conoscenze i temi dell’accessibilità e dell’inclusione. Predisponga, cioè, tutte quelle misure necessarie a fare in modo che nessuno sia escluso in partenza e che non debbano essere apportate modifiche successivamente.

La collaborazione

È quella tra l’Università di Bergamo e l’Università del Salento e guarda a una formazione di specializzazione adeguata alla realtà attuale.

Quella che esce dal corso di laurea magistrale in “Progettazione di Contesti di Vita Accessibili e Inclusivi” è una figura professionale esperta di accessibilità e capace di lavorare in contesti diversi.

Gli ambiti d’intervento

Il laureato del corso delle Università di Bergamo e del Salento avrà tra le sue conoscenze gli ausili e le tecnologie domotiche chiamate a semplificare la vita di anziani o persone con disabilità. Ma saprà anche come muoversi in un ambiente cittadino per creare percorsi o abitazioni accessibili. Sarà un esperto di tecnologie assistive, ma si occuperà anche di accoglienza delle persone con disabilità in ambienti dedicati al tempo libero.

Il suo compito non sarà limitato alle persone con disabilità, ma anche a chi per ragioni ambientali potrebbe trovarsi in difficoltà, pensiamo a un turista che non parla la lingua del posto in cui si trova.

La progettazione
Nel suo ruolo, “l’esperto di inclusione e accessibilità” non dovrà pensare a una specifica categoria di persone, ma dovrà ragionare in modo da dare il proprio contributo alla costruzione di un mondo aperto a tutti e alla realizzazione di una società accessibile e inclusiva.

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