L’Italia in finale ai Mondiali di Robotica con un progetto inclusivo per non vedenti
Di Roberta Gatto
Si chiamano Mini iBot e sono un gruppo di giovani genovesi appassionati di robotica. Il loro progetto, un robot per realizzare opere artistiche, rappresenterà l’Italia alle finali mondiali della World Robot Olympiad (Wro) a settembre in India.
Un robot per fare arte
La tecnologia e l’inclusione si fondono per consentire a chi non vede di fare arte. È il principio alla base del progetto realizzato da un gruppo di giovanissimi appassionati di robotica: un robot in grado di produrre nuove espressioni artistiche, con una particolare attenzione nei confronti degli utenti con disabilità visiva.
Il prototipo realizzato da un team di giovanissimi studenti genovesi di età compresa tra i 13 e i 16 anni, ha ottenuto il sostegno del Cnr e della fondazione David Chiossone e verrà testato a settembre all’Istituto dei ciechi di Genova. Sempre a settembre, la squadra dei Mini iBot prenderà parte ai mondiali in India nelle categorie RoboMission e Future Innovators. Ed è proprio in quest’ultima che il gruppo presenterà il robot per fare arte.
Come funziona
Il dispositivo (chiamato dai ragazzi Omero in onore del poeta cieco) permette alle persone con disabilità visiva di creare opere artistiche. Il robot si attiva con il tocco della mano e in questo modo si possono realizzare linee e forme in rilievo, mentre i colori vengono convertiti in suoni secondo i principi della sinestesia. Omero si propone inoltre come un dispositivo inclusivo: può infatti essere utilizzato sia da utenti con disabilità visiva sia da utenti vedenti.
Nel 2025, i Mini iBot avevano inoltre già realizzato “Filiberto”, un pesce robotico in grado di guidare i visitatori non vedenti alla scoperta delle specie presenti nell’acquario di Genova, attraverso descrizioni audio e percorsi assistiti. Adesso, con Omero, si preparano a conquistare la finale dei mondiali in India. E forse a rivoluzionare il mondo dell’arte anche per chi non vede.