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Uici, istruzione e lavoro sono le basi dell’indipendenza

Di Bachisio Zolo

«I numeri raccontano ciò che facciamo. Il valore racconta perché lo facciamo». Così il presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti Mario Barbuto ha aperto i lavori per l’approvazione del Bilancio sociale 2025 svolto nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato a Roma nell’ambito del convegno “Oltre i numeri: il valore sociale dell’autonomia”.

All’incontro ha preso parte anche il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli offrendo l’occasione di un momento di confronto sui temi dell’autonomia, dell’accessibilità, della prevenzione, dell’inclusione e dell’innovazione.

«Istruzione e lavoro sono le basi dell’indipendenza» ricorda il presidente nazionale Mario Barbuto, ribadendo «come la piena cittadinanza passi attraverso diritti concreti e pari opportunità».

Sul Bilancio Sociale 2025 approvato, Mario Barbuto sottolinea come, «non sia soltanto la fotografia di un anno di attività, ma è il racconto dell’impatto sociale generato dall’impegno quotidiano dell’Unione e uno sguardo rivolto alle sfide future, dal progetto di vita all’intelligenza artificiale, dall’inclusione lavorativa al superamento delle barriere fisiche, sensoriali e digitali».

Un Bilancio sociale, «il cui valore non si misura soltanto nei risultati raggiunti, ma nella capacità di trasformarli in autonomia, diritti e qualità della vita». Perché il lavoro compiuto dall’Uici in quest’ultimo anno «è stato trasformare i diritti in opportunità concrete».

Con un obiettivo sul futuro: «raccontare l’impatto sociale delle attività svolte e riflettere sulle sfide future dell’inclusione, dell’accessibilità e della piena partecipazione.

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