Logo Ierfop
Logo Cittadinanza Sociale News
Logo Regione Sardegna

Ddl per i caregiver: restano le criticità

Di Bachisio Zolo

caregiverIn questi giorni si sta votando nella Commissione XII alla Camera per il passaggio del Ddl Locatelli riguardante i caregiver. Da quanto emerge dai lavori, la legge sembra non subire alcuna modifica rispetto l’originale presentato. Un testo dove erano da subito emerse alcune criticità, come l’assenza di un reale censimento in grado di cogliere la natura strutturale del fenomeno sociale.

Sembra quindi di trovarsi davanti a un testo blindato, dove i suggerimenti posti dalle associazioni così come gli emendamenti dei parlamentari non trovano sbocco.

I nodi

Sono due le criticità fondamentali che finora non hanno trovato alcun reale spazio di confronto. In tanti hanno puntato il dito sulla modifica dell’articolo 5 dove si vorrebbe introdurre la dicitura “co-caregiver” o “più caregiver” per lo stesso assistito. Un particolare non da poco, perché se accettato, porterebbe a un fronte di caregiver di circa 7 milioni anziché le 50mila persone che il Governo intende beneficiare di contributi economici.

È anche vero che il Disegno di legge introduce la possibilità teorica di registrare fino a tre caregiver per lo stesso assistito, ma stabilisce anche che i benefici e l’eventuale contributo economico spettino a un solo “caregiver prevalente”.

L’esigenza

Sarebbe opportuno così come da più parti richiesto, di un censimento nazionale aggiornato e scientificamente fondato dei cosiddetti caregiver familiari italiani.

La piattaforma Inps, per la quale sono stati stanziati ben 1,15 milioni di euro dovrebbe provvedere al censimento e al riconoscimento ufficiale dei caregiver familiari. Ma c’è un ma. Anzi, due: l’attivazione rischia di subire ritardi a causa del rallentamento dei lavori parlamentari e questo sposterebbe la prevista erogazione del contributo dal 1 gennaio 2027 a data da destinarsi.

In più, se l’Inps non inserirà nella piattaforma, i caregiver d’ufficio basandosi sui verbali di invalidità o sulle tutele della Legge 104, si dovrà effettuare una “iscrizione” su base “volontaria” obbligando il caregiver a sapere come, dove e quando farlo, pena il mancato riconoscimento dei suoi diritti. Da qui la conseguente mancanza di dati certi e specifici sulle singole situazioni ed esigenze domestiche.

Senza numeri e dati, non sarà mai possibile programmare efficacemente i servizi, distribuire le risorse in base ai bisogni reali, valutare l’impatto delle politiche pubbliche o costruire una legge nazionale realmente aderente alla vita delle persone caregiver familiari.

Lascia un commento