Regione Sardegna, ci sono 241 milioni di euro per la non autosufficienza
Di Giuseppe Giuliani
La Giunta regionale approva la programmazione del sistema integrato delle politiche sociali rivolto alle persone con disabilità in condizione di non autosufficienza e alle persone anziane non autosufficienti. Il documento definisce l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per le non autosufficienze e quello del Fondo regionale per la non autosufficienza.
La nuova programmazione rafforza un sistema che in Sardegna consente già di favorire la permanenza a domicilio di oltre 50mila persone non autosufficienti, con disabilità grave e gravissima.
Le risorse
Sono disponibili 94,6 milioni di euro di risorse nazionali per il triennio e a questi, la Regione aggiunge 147,3 milioni di euro di cofinanziamento regionale (49,1 milioni l’anno), per un totale superiore a 241,9 milioni di euro.
Con le risorse del Fondo nazionale, saranno finanziati in particolare il programma Ritornare a casa Plus e gli interventi di Vita indipendente.
Previsto, inoltre, il potenziamento del personale dei Punti unici di accesso, attraverso i quali sono garantiti i percorsi assistenziali integrati.
L’assistenza alle persone
Con oltre 87 milioni di euro nel triennio, l’assistenza alle persone ha un ruolo preponderante nella programmazione regionale. Si tratta di anziani non autosufficienti e persone con disabilità, ugualmente in condizioni di non autosufficienza. Le risorse saranno utilizzate per finanziare l’assistenza domiciliare sociale e integrata con i servizi sanitari, i servizi sociali di sollievo e quelli di supporto.
Il commento della presidente Todde
«Con questa programmazione» dichiara la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, anche nel suo ruolo di assessora ad interim della Sanità e dell’Assistenza sociale, «diamo stabilità e prospettiva alle politiche per la non autosufficienza, mettendo insieme risorse nazionali e un importante investimento della Regione».
L’obiettivo è garantire alle persone e alle loro famiglie una presa in carico sempre più integrata, personalizzata e vicina ai luoghi di vita, rafforzando i servizi territoriali.
Le linee di intervento
Oltre ai Punti unici d’accesso, confermati come il modo per essere presi in carico dal servizio integrato, la nuova programmazione prevede la valutazione multidimensionale del bisogno, la definizione del budget di progetto e la predisposizione di un programma sociosanitario personalizzato. Il sistema, inoltre, mette assieme l’assistenza professionale domiciliare, l’attività di cura assicurata dal caregiver familiare e i servizi di sollievo e supporto.
Il programma Vita indipendente
Prevede la realizzazione di percorsi personalizzati per favorire l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità. Le risorse arrivano dal Fondo nazionale, 400mila euro e dalla Regione, 6,6 milioni di euro nel triennio 2026-2028.