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Un visore per far vivere la musica alle persone sorde

Di Roberta Gatto

giubbotto acusticoL’Università di Verona mette a punto un dispositivo in grado di migliorare la percezione musicale delle persone con disabilità uditiva.

Dopo il giubbotto con vibrazione, arriva l’innovativo visore di realtà virtuale capace di tradurre in immagini i brani musicali ascoltati dai pazienti con impianto cocleare.

Il prodotto

Il sistema, unico al mondo, è stato progettato e realizzato dall’Aoui di Verona e unisce i due principali sensi, udito e vista, per rendere l’esperienza dell’ascolto ancora più accessibile.

Si tratta infatti di un visore di realtà virtuale, messo a punto dal Centro regionale specializzato per chirurgia e riabilitazione bionica dell’udito dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.

Grazie a questo dispositivo, i pazienti sordi con impianto cocleare possono visualizzare immagini legate ai brani musicali, il tutto in un contesto reso ancora più immersivo dall’utilizzo combinato del giubbotto acustico-vibratorio, realizzato per ascoltare la musica attraverso le vibrazioni.

La musica come esperienza

I pazienti su cui è stato testato il visore, in combinazione con il giubbotto, hanno ascoltato in modo immersivo diversi brani musicali, dal rock al pop, passando poi per i classici.

Tutti i pazienti sono riusciti a vivere la musica con grande emozione e in modo più immersivo rispetto all’utilizzo del solo giubbotto.

Quest’ultimo era già stato testato nel 2025 proprio dal Centro veronese coordinato dal medico Marco Carner, con risultati soddisfacenti.

Il visore di realtà virtuale è stato invece realizzato da Luca Turchet, docente del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento.

Come funziona

Il dispositivo mostra immagini inerenti al brano che si sta ascoltando, in base a ritmo e genere. Per fare un esempio, durante un brano particolarmente veloce e ritmato potrebbe comparire una strada trafficata, mentre a un brano più tranquillo si potrebbe associare un’immagine legata alla primavera. La musica non è quindi più soltanto un insieme di vibrazioni, ma diventa un’esperienza visiva in grado di coinvolgere pienamente chi utilizza il visore.

Il giubbotto

Il nuovo dispositivo diventa più efficace se associato al giubbotto per la stimolazione audiotattile, testato l’anno scorso dal Centro regionale di Verona su oltre venti pazienti sordi, dai 19 agli 81 anni.

I risultati, pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Scientific Reports Nature Portfolio, mostrano infatti un significativo aumento delle capacità dei soggetti portatori di impianto cocleare nel percepire e distinguere sia suoni che parole, non solo in ambienti silenziosi, ma anche in quelli rumorosi come un concerto.

Adesso, con l’aggiunta del visore, la musica diventa un momento più completo e accessibile anche per chi non sente. Un ulteriore passo avanti verso un nuovo modo di vivere la meravigliosa esperienza dell’ascolto.

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