Sharper, La Notte dei Ricercatori
Di Rossella Boette
È stata un’occasione di incontro, di scambio e di condivisione. Famiglie, scolaresche, gruppi di giovani, Associazioni, tantissime persone a Cagliari negli spazi della Ex Vetreria di Pirri per partecipare alla nuova edizione di Sharper, La Notte dei ricercatori, appuntamento annuale e punto di incontro tra ricerca e cittadini organizzato dall’Università di Cagliari.
Circa un centinaia i visitatori per l’edizione 2026. C’erano bambini accompagnati dai genitori, incuriositi soprattutto dagli esperimenti di scienze o dalle spiegazioni legate all’anatomia e al corpo umano. C’era chi invece voleva conoscere le novità di robotica, elettronica, intelligenza artificiale e chi invece voleva vedere dal vivo come operano i carabinieri del Ris. Sì, proprio la Polizia scientifica tanto per citare il parterre di enti e associazioni presenti negli stand all’interno della Vetreria.
«Dopo il successo dell’anno scorso, si rinnova l’appuntamento con l’ex Vetreria di Pirri e con la Sharper night celebrata in tutta Europa» commenta il Rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola. «Siamo molto contenti, l’affluenza è stata molto forte, tanti bambini, bambine e scolaresche hanno partecipato con entusiasmo. L’evento traduce in modo concreto e trasferisce alla città l’impegno dell’Ateneo e dei suoi dipartimenti, che qui sono tutti rappresentati, sul fronte della ricerca. C’è tanta voglia di raccontare quello che si fa durante l’anno, le nuove ricerche e quelle consolidate, più in generale di trasmettere l’amore per la ricerca e anche per l’Università degli Studi di Cagliari e tutti gli altri enti coinvolti».
«All’iniziativa» commenta il presidente Ierfop Roberto Pili, «non potevamo non testimoniare la nostra attività, che oltre formazione professionale, annovera la ricerca e il progetto di inclusività che da oltre trent’anni conduciamo e sviluppiamo».
«Era importante esserci e dare la nostra testimonianza» dice il direttore della Formazione Ierfop Bachisio Zolo, nonché presidente regionale dell’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti), «ed è stato bello rispondere alle domande curiose dei bambini e ragazzi che si sono avvicinati al nostro stand». Oltre 350 i ricercatori coinvolti nei sei stand istituzionali dove venivano fornite anche tutte le spiegazioni sui corsi di studio, nei 34 laboratori interattivi in cui i visitatori venivano coinvolti in esperimenti o prove tecniche oppure nei nove spazi giovani creati appositamente per coinvolgere i più giovani.