Quartu Sant’Elena, in bilancio 56 milioni di euro per spese sociali
Di Vito Fiori

Graziano Milia
Intanto, giusto per sottolinearlo, la Guida sui Servizi del Comune di Quartu Sant’Elena è stata stampata anche in Braille. Sembra nulla, ma solo in apparenza: l’attenzione per la disabilità si fa anche con le piccole cose. E con le grandi. Basti pensare che la metà, forse di più, del Bilancio comunale è destinato ai poveri, alle persone con disabilità, agli anziani e, tra gli altri, ai divorziati o separati costretti a vivere in condizioni di oggettiva ristrettezza economica. Parliamo di 56 milioni di euro, una cifra rilevante per la terza città della Sardegna. Il sindaco Graziano Milia non ha dubbi: «questo settore è il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale. Cerchiamo di non lasciare indietro nessuno, certo, con tutte le difficoltà del momento, ma noi ci proviamo».
Il problema più serio è quello delle famiglie monoreddito, un po’ come ovunque. «È la nuova forma di povertà, quella che sino a qualche anno fa era inimmaginabile. D’altronde, l’aumento indiscriminato dei prezzi al consumo senza una corrispettiva crescita degli stipendi non poteva che produrre una situazione disastrosa. Peraltro, in questi ultimi tempi si è aggiunta l’impennata dei costi del carburante e dell’energia a complicare ulteriormente i bilanci familiari».
Con il progetto Quartu Social Housing, l’amministrazione pensa di trovare una soluzione all’emergenza casa che tocca una importante fetta di popolazione. «Abbiamo visto crescere, anche se si tratta di un fenomeno marginale non paragonabile a ciò che si vede nelle grandi città, il numero dei senza fissa dimora. Con la creazione di residenze comunitarie diffuse diamo la possibilità di offrire un piccolo alloggio a chi versa in condizioni di fragilità sociale ed economica in modo da garantire loro un’autonomia abitativa».
E a proposito di abitazioni, una parte del budget dell’assessorato ai Servizi sociali, sottoforma di contributo, va a integrare il canone di locazione di nuclei familiari in condizioni di difficoltà in modo da consentire di mantenere l’alloggio. Stesso discorso per gli inquilini morosi “incolpevoli”, ovvero chi si trova, per causa indipendenti dalla propria volontà, a non poter pagare il canone d’affitto. «Anche in questi casi la platea sta diventando sempre più vasta» sottolinea Milia, «e non possiamo far finta di niente».
Senza dimenticare il sostegno economico a famiglie non in grado di pagare i funerali di qualche congiunto, a chi non riesce a far fronte alla bolletta idrica. Insomma, tra le voci del Bilancio Sociale di Quartu c’è davvero di tutto. Molto si sta facendo anche per la disabilità. «Stiamo cercando di eliminare «dove è possibile naturalmente» spiega il sindaco, «le barriere architettoniche che impediscono la completa fruizione dei servizi della città. Purtroppo dobbiamo fare i conti con le strade che ci ritroviamo, con i marciapiedi stretti che spesso non consentono di eseguire i lavori necessari».
I fondi
Attraverso i Plus (Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona), quindi con i bandi e i trasferimenti di Stato e Regione, il campo d’azione si è allargato a dismisura e gli interventi risultano più efficaci. Interessante il progetto Includis che punta all’integrazione sociale e lavorativa di persone in condizioni di disabilità. Così come l’aiuto economico per l’accesso in una struttura di accoglienza per anziani. Il Comune, sulla base del reddito del soggetto, paga totalmente o parzialmente la retta mensile. Importante anche la formula dell’amministrazione di sostegno estesa, oltre ad anziani, disabili psichici e fisici, anche persone affette da ludopatia, causa di vera sofferenza economica per molti nuclei familiari. In sintesi, il piano sociale della città, grazie ai diversi progetti sviluppati e portati avanti negli ultimi anni, si è esteso a ogni fascia a rischio marginalizzazione. «Un lavoro enorme» conclude Milia, «che produce risultati concreti e che ci rende orgogliosi. Ripeto, il nostro obiettivo è quello di non lasciare indietro nessuno. Non so se ci riusciremo, la certezza è che ci proveremo, su questo non ho dubbi».