Blind Baseball International Cup 2026: nella vittoria della Nazionale brilla anche la Sardegna
Di Roberta Gatto
L’Italia del baseball per ciechi è sul tetto del mondo: un successo costruito con sacrificio, unità e orgoglio, nel quale brilla anche un pezzetto di Sardegna. Nella finale della Blind Baseball International Cup 2026, la Nazionale guidata da Marco Corazza ha battuto Cuba per 10-4 al sesto inning, completando un percorso senza sconfitte e aggiungendo il titolo iridato a quello europeo.
Nel gruppo azzurro hanno portato il loro contributo anche quattro atleti sardi dei Thurpos Ets: Daniela Romano, Giuseppe Tocco, Elia Manconi e Andrea Spiga. Al termine di una settimana vissuta tra emozioni, stanchezza e sacrifici, il loro messaggio restituisce tutta la forza dell’impresa: «siamo arrivati alla fine di questo mondiale con la Nazionale italiana di baseball per ciechi e possiamo urlarlo a gran voce: siamo campioni del mondo».
Spiga e Romano
«La finale» spiegano Spiga e Romano, «richiedeva energie fisiche e mentali fuori dal comune». A fare la differenza è stata la coesione. «Sapevamo che sarebbe stata una partita durissima da affrontare, sia fisicamente sia psicologicamente, ma l’unione di questo gruppo ci ha permesso di diventare, in campo, un corpo unico che ci ha portato a vincere 10 a 4 e a colorare il cielo di Castiglione della Pescaia di un meraviglioso azzurro».
La coppia di atleti sottolinea inoltre l’orgoglio di aver indossato la maglia della Nazionale e ringrazia lo staff tecnico per la fiducia. Un pensiero speciale va infine al pubblico arrivato da diverse regioni italiane, «isole comprese», per sostenere la squadra fino al traguardo.
La coppa al cielo: una dedica speciale
Tra le immagini destinate a restare nella memoria c’è quella di Giuseppe Tocco, anche lui dei Thurpos Ets, mentre solleva il trofeo al cielo. Il gesto porta con sé una dedica intima. «Al cielo è andato il mio primo pensiero» spiega Tocco, «ai miei genitori, che mi hanno insegnato a non mollare mai, anche quando le forze sembrano mancare». E poi una lezione che va oltre lo sport. «Quando non hai la forza per tirare il carro, puoi stare dietro per assicurarti di non sbandare». Parole rivolte a Graziano e Minetta, perché possano essere ancora una volta orgogliosi del loro figlio. «Quest’esperienza mi resterà nel cuore per tutta la vita», conclude l’atleta sardo.
Un successo di sport e inclusione
Il trionfo di Castiglione della Pescaia racconta una squadra capace di sostenersi nei momenti più difficili e di trasformare la fatica in energia. Dietro la coppa ci sono allenamenti, rinunce, determinazione e fiducia reciproca, ma c’è anche la forza di un movimento che, attraverso il baseball per ciechi, rende visibili talento e autonomia.
L’Italia è campione del mondo e nel cielo colorato d’azzurro c’è anche un pezzo d’isola. Per la Sardegna, infatti, la presenza di Daniela Romano, Giuseppe Tocco, Elia Manconi e Andrea Spiga dà al titolo un significato ancora più importante: il successo degli azzurri diventa anche quello dei Thurpos Ets e di una collettività che ha accompagnato i propri atleti fino al gradino più alto.