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Regno Unito, spesa alta per sussidi di malattia e disabilità

Di Giuseppe Giuliani

Regno UnitoLa spesa pubblica aumenta e con essa i timori che i conti pubblici non reggano. Benvenuti nel Regno Unito, Paese dove circa sette milioni di cittadini ricevono sussidi per malattia e disabilità.

La fonte è il “Wall Street Journal”, autorevole quotidiano statunitense, secondo cui più del 10 per cento della popolazione britannica percepisce sostegni di questo tipo. La spesa per prestazioni di disabilità sta crescendo, in particolare quella per i cosiddetti Personal independence payments (Pip): prestazioni di welfare erogate a persone in età lavorativa, occupate o meno, ma in condizioni fisiche o mentali tali da limitarne le attività quotidiane.

I numeri

Tra i cittadini in età lavorativa, i beneficiari sono passati da 2,9 milioni nel 2019 a 4,7 milioni, con un aumento superiore al 60 per cento. Secondo le previsioni, la spesa annuale per le prestazioni destinate a malati e disabili supererà i 100 miliardi di sterline, esclusa la sanità, e potrebbe raggiungere i 130 miliardi entro quattro anni. Le erogazioni sono raddoppiate in termini reali dal 2009 e si affiancano all’altra prestazione, “incapacity benefit” che riguarda gli inabili al lavoro.

Le nuove richieste sono oggi in media 78mila al mese, il doppio rispetto al periodo pre-Covid, mentre il tasso di accoglimento è nel frattempo sceso dal 48 per cento al 38.

Oggi il 23 per cento delle persone in età lavorativa (over 16) segnala di avere una disabilità che ne limita le attività quotidiane. Nel 2014 la percentuale si fermava al 14.

I disturbi

Una parte consistente delle nuove richieste riguarda disturbi psicologici e psichiatrici, tra cui depressione, ansia e disturbo da deficit di attenzione e iperattività, più difficili da verificare rispetto a una disabilità fisica. I problemi psichiatrici sono oggi il 39 per cento del totale.

Il sistema comprende anche il sussidio per l’indipendenza personale, riconosciuto in base alle difficoltà nelle attività quotidiane e accessibile indipendentemente dal reddito o dalla condizione lavorativa.

Gli altri aiuti a catena

Le prestazioni possono inoltre dare accesso ad altri aiuti e a programmi agevolati per il noleggio di automobili: l’iniziativa Motability permette di ottenere un veicolo in cambio di una parte del sussidio. Nel 2024 ne hanno usufruito 860mila persone. Sul Governo crescono le pressioni affinché contrasti gli abusi. Per le associazioni si tratta di aiuti essenziali per molte famiglie, già in difficoltà per l’aumento dei costi degli alimentari e dell’energia.

Gli interventi

Già nel 2025, il Governo del premier Starmer aveva proposto di rendere più rigidi i criteri di accesso ai sussidi per risparmiare cinque miliardi di sterline l’anno entro il 2030, ma era stato costretto a ritirare il piano per le proteste. Intanto, l’indebitamento pubblico e il costo del servizio del debito continuano a crescere, mentre l’economia britannica cresce in modo molto limitato.

Le proposte di Burnham

Il nuovo primo ministro Andy Burnham ha promesso di intervenire sul sistema senza ricorrere a tagli indiscriminati e presenterà il suo primo bilancio entro la fine del mese, con possibili aumenti delle imposte.

Tra le misure previste figurano criteri più restrittivi per i giovani e maggiori investimenti nella formazione e nel reinserimento lavorativo. Secondo un rapporto commissionato dal Governo, per ogni 25 sterline spese in sussidi ai giovani, solo una viene investita nel sostegno all’occupazione. Burnham ha già detto che vuole riattivare le persone in età di lavoro, anche per reperire risorse.

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