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Dati Ocse, in Italia aumenta il livello di istruzione

Di Rossella Boette

giovaniI dati principali del rapporto Education at a Glance 2026 pubblicati dall’Ocse, mostrano i progressi compiuti dall’Italia nella riduzione della percentuale di giovani che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione.

Anche quelli con un basso livello di istruzione compresi tra i 18 e i 35 anni sono diminuiti dal 30 al 16 per cento, insieme a quelli senza diploma di scuola superiore. Eppure, proseguire gli studi con l’Università continua a essere meno remunerativo rispetto ad altri Paesi.

I dati

Secondo lo studio, il vantaggio salariale dei lavoratori a tempo pieno aventi un’istruzione terziaria, quindi con laurea magistrale, è del 35 per cento più alto rispetto a chi ha solo il diploma di scuola superiore. Quella che invece paga meno di tutte è la laurea triennale, con un vantaggio salariale rispetto al diploma pari al 4 per cento. Praticamente un vantaggio nullo.

I laureati rimangono inoltre distribuiti in modo disomogeneo nelle diverse regioni. Il Lazio rimane in testa con una percentuale di laureati del 29 per cento, mentre all’ultimo posto c’è la Sicilia ferma al 17 per cento.

La spesa pubblica

La spesa pubblica per la scuola è diminuita dal 2,8 per cento al 2,7 per cento del Pil, tra il 2015 e il 2023, rimanendo al di sotto della media Ocse, pari al 3,2 per cento. È aumentata invece la spesa nell’istruzione terziaria, dallo0,8 per cento allo 0,9 per cento.

E per quanto riguarda gli insegnanti?

Gli insegnanti della scuola dell’infanzia guadagnano in media il 36 per cento in meno mentre quelli della scuola secondaria di primo grado il 33 per cento in meno.

Dati capaci di far riflettere sulla necessità di finanziare almeno 7 miliardi per recuperare questo svantaggio retributivo. L’Italia ha una percentuale relativamente alta di insegnanti per cui la scuola rappresenta una seconda scelta professionale e la carenza di docenti continua a rappresentare un problema nella maggior parte dei paesi.

Inoltre, l’Italia continua ad avere insegnanti anziani, infatti il 36 per cento ha superato i 55 anni nel 2024. Un dato per fortuna in calo di 10 punti rispetto al 2015.

L’inverno demografico

L’Ocse sottolinea come in Italia, il numero di bambini tra i 5 e i 14 anni diminuirà del 18 per cento entro il 2033. Se le politiche resteranno invariate, questo significherà ovviamente, meno domanda di insegnanti.

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