Disabilità e mobilità, nuove misure per i contrassegni
Di Vito Fiori
Semplificare gli spostamenti delle persone con disabilità, garantire regole più uniformi in tutto il territorio nazionale e rafforzare i controlli contro l’uso improprio dei contrassegni. Sono alcuni degli obiettivi introdotti dalle nuove modifiche al Codice della strada approvate dal Consiglio dei ministri. La principale novità riguarda l’obbligo per tutti i Comuni di aderire alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei Contrassegni Unici, lo strumento pensato per rendere più semplice ed efficace la gestione delle autorizzazioni per le persone con disabilità.
Il provvedimento
A illustrare il provvedimento è lo stesso ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli: «oggi in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato importanti modifiche al Codice della strada che rafforzano e tutelano la mobilità delle persone con disabilità. In particolare, introduciamo l’obbligo per i Comuni di aderire alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei Contrassegni Unici, per semplificare e rendere più efficace il sistema”.
Ztl, meno burocrazia per chi viaggia
Le nuove norme puntano a superare le difficoltà che ancora oggi incontrano le persone con disabilità quando sono costrette a spostarsi da un Comune all’altro. Attraverso la piattaforma nazionale, si cerca di evitare che chi è in possesso del contrassegno debba richiedere continuamente autorizzazioni per accedere alle zone a traffico limitato con il proprio veicolo.
«È una misura necessaria per garantire ai cittadini con disabilità la possibilità di muoversi e viaggiare senza dover richiedere, ogni giorno e in ogni Comune, l’autorizzazione per il proprio mezzo di trasporto ad accedere alle zone a traffico limitato. L’Italia è stata il primo Paese europeo a recepire le nuove regole anche di semplificazione delle procedure di rilascio del Contrassegno, e oggi con questo provvedimento» spiega la Locatelli, «diamo senso e anche voce alle tante persone che da anni chiedono una risposta concreta». L’obbligo di adesione mira inoltre a rendere effettiva l’applicazione delle disposizioni nazionali, superando le differenze tra amministrazioni locali che finora hanno limitato l’efficacia dello strumento.
«In passato» aggiunge, «le disposizioni sono state interpretate come raccomandazioni e pochissimi Comuni hanno aderito alla piattaforma nazionale, oggi i Comuni dovranno aderire e in caso contrario non potranno utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni del Codice della Strada. Con questo provvedimento vengono inoltre inasprite le sanzioni amministrative collegate all’uso improprio o fraudolento dello stesso contrassegno, a tutela soprattutto di chi ne ha realmente diritto».
Criteri uniformi e maggiore accessibilità
Le modifiche al Codice della strada tuttavia non si limitano solo alla digitalizzazione delle procedure. Il provvedimento prevede, tra le altre cose, l’adozione di criteri uniformi per il rilascio del contrassegno e la definizione di linee guida nazionali allo scopo di promuovere valutazioni medico-legali omogenee in tutto il Paese.
Un altro ambito di intervento è la sicurezza e l’accessibilità degli spazi pubblici, con misure per migliorare la fruibilità delle aree di sosta dei monopattini e tutelare le persone con disabilità visiva. Un tema rilevante nelle città, dove il parcheggio irregolare dei mezzi della micromobilità può costituire un ostacolo per chi si sposta senza poter contare sulla vista.
«Dalle parole ai fatti»
Il ministro Locatelli ha infine ringraziato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per il lavoro svolto sul provvedimento, sottolineando anche il contributo della commissione interistituzionale per la mobilità e i trasporti.
«Grazie per l’attenzione a questi temi dimostrata anche con l’istituzione della commissione interistituzionale per la mobilità e i trasporti, che ringrazio per il lavoro svolto. Continuiamo a lavorare per semplificare e migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità» conclude Locatelli.
Le nuove disposizioni puntano dunque a rafforzare il diritto alla mobilità attraverso meno ostacoli burocratici, procedure più omogenee e maggiori garanzie contro gli abusi. L’obiettivo è rendere gli spostamenti più semplici e accessibili, a prescindere dal Comune in cui ci si trova.