Premio De Sanctis per i Diritti Umani
Di Vito Fiori
Dal fronte dei conflitti internazionali alle mense della solidarietà, senza rinunciare mai alla ricerca del dialogo in una Terra Santa lacerata dalla guerra e ridotta in macerie. Tre esperienze diverse, almeno in apparenza – ad accomunarle, la difesa della dignità umana anche nelle circostanze più complicate sono al centro della nuova edizione del Premio De Sanctis per i Diritti Umani, celebrata l’altro pomeriggio nell’Aula Magna della Corte di Cassazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di altri rappresentanti delle istituzioni, tra cui i ministri Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio, Andrea Abodi e Orazio Schillaci.
Il riconoscimento è stato assegnato ai fotoreporter dell’Agence France-Presse (Afp), a Roberto Morgantini, fondatore delle Cucine Popolari di Bologna, e al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini. Due invece le menzioni speciali, conferite all’Istituto Tecnico Tecnologico – Grafica e Comunicazione dell’Iis “G. Woolf” e alla scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “M. Bassi”, per i progetti educativi e artistici dedicati a promuovere i diritti umani.
L’informazione come presidio di libertà
Ai fotoreporter dell’Afp, il premio per il coraggio e il rigore con cui documentano i conflitti in Medio Oriente, nella Striscia di Gaza e in Ucraina, spesso correndo seri pericoli per la propria vita. Con le immagini, il loro lavoro dà voce alle sofferenze dei civili e rende visibili le conseguenze della guerra, cercando di contrastare anche la propaganda e l’indifferenza, veri nemici della verità.
«L’informazione indipendente è un bene pubblico e un diritto inalienabile», è scritto nella motivazione del riconoscimento, che richiama il valore del giornalismo soprattutto nei contesti di guerra, in cui raccontare la realtà spesso significa esporsi in maniera diretta alla violenza.
Un impegno segnato da perdite gravissime. I fotoreporter Abdoul Raouf Shaath, Arman Soldin e Shah Marai hanno perso la vita, mentre Christina Assi, Ahmed Israeli e altri professionisti hanno riportato ferite permanenti. Il Premio rende omaggio a chi ha pagato un prezzo altissimo per documentare i conflitti e garantire al mondo il diritto di conoscere quanto accade, rilanciando contestualmente l’appello alla protezione degli operatori dell’informazione nelle aree di guerra.
Roberto Morgantini, la solidarietà che crea comunità
Dai teatri di guerra alle fragilità quotidiane, il Premio riconosce anche il valore di un impegno concreto contro la povertà e l’emarginazione. È quello di Roberto Morgantini, fondatore nel 2015 delle Cucine Popolari di Bologna, un progetto che ha trasformato la distribuzione dei pasti in un’occasione di incontro, ascolto e condivisione.
L’esperienza delle Cucine Popolari va oltre la risposta ai bisogni materiali: attraverso il mutualismo e la partecipazione, costruisce relazioni e contrasta la solitudine, restituendo alle persone il senso di appartenenza a una comunità. La solidarietà diventa in questo modo uno strumento di inclusione e riconoscimento, in grado di coniugare la tutela dei diritti in comportamenti quotidiani e in luoghi aperti a tutti.
Un modello importante che dimostra come la dignità umana possa essere difesa non solo nei grandi scenari internazionali, comunque necessari, ma anche attraverso iniziative di prossimità, in cui l’accoglienza diventa il primo segnale per superare le distanze sociali.
Pizzaballa: «La dignità della persona precede ogni appartenenza»
Al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il riconoscimento è stato assegnato per la testimonianza morale e umana offerta in una terra segnata da una tragedia di proporzioni enormi quanto drammatiche. La motivazione sottolinea la sua condanna ferma e rigorosa della violenza e della disumanizzazione, insieme al rifiuto di ogni gerarchia tra le sofferenze e tra le vite umane.
Dall’attacco terroristico del 7 ottobre alle conseguenze del conflitto sulla popolazione palestinese, con la morte di numerosi civili e bambini, Pizzaballa ha più volte richiamato il carattere universale della dignità umana. Un principio che non può essere subordinato alla nazionalità, alla fede religiosa o all’appartenenza a una delle parti in guerra. «La dignità della persona precede ogni appartenenza», si legge nella motivazione del Premio.
Nel corso della lectio magistralis, il cardinale ha posto l’accento sui limiti che devono essere imposti all’esercizio del potere, specialmente quando la guerra rischia di trasformare la vittoria in un obiettivo superiore alla tutela della persona.
Nel 2027 una nuova sezione dedicata alla cultura campana
La cerimonia ha offerto anche l’occasione per annunciare il Premio De Sanctis – Regione Campania, nuova sezione che prenderà il via nel 2027, in coincidenza con il ventennale della Fondazione De Sanctis. L’iniziativa intende valorizzare ogni anno personalità ed eccellenze espressione del patrimonio culturale campano, dalla letteratura all’arte, dalla musica al teatro, fino al cinema e agli altri ambiti della cultura.