Logo Ierfop
Logo Cittadinanza Sociale News
Logo Regione Sardegna

Autistici/Inventati: si apre il dibattito sulla sovranità digitale e il diritto di difesa

Di Vito Fiori

paroleIl 26 agosto 2026, l’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito “Autistici/Inventati” (A/I), un’associazione italiana attiva dal 2001, nella fornitura di servizi digitali, nella lista degli Specially Designated Global Terrorists(Sdgt), contestandole un presunto e vago sostegno a gruppi estremisti. Il risultato? La decisione ha avuto conseguenze immediate sull’attività dell’associazione. Il dominio autistici.org è diventato irraggiungibile, i fondi depositati su PayPal sono stati congelati e Banca Etica ha sospeso il conto dell’organizzazione. Una serie di misure che, a seguito del provvedimento statunitense, ha portato A/I a interrompere tutti i propri servizi già dall’inizio di settembre, mettendo così fine a oltre 25 anni di attività. La Rete per i Diritti Umani Digitali esprime solidarietà e chiede all’Unione europea e al Governo italiano garanzie contro gli effetti delle sanzioni straniere.

La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre lo specifico caso e investono il rapporto tra sanzioni internazionali, sovranità digitale e tutela dei diritti fondamentali. In particolare, si pone anche una questione centrale: quali garanzie di difesa e quali strumenti di controllo giurisdizionale sono disponibili quando una decisione unilaterale di uno Stato terzo produce effetti così rilevanti in Italia e nell’Unione europea?

È questo il punto al centro dell’iniziativa della Rete per i Diritti Umani Digitali, che esprime la propria solidarietà ad Autistici/Inventati e lancia un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché siano introdotte adeguate misure di tutela.

Con una lettera aperta, la Rete chiede che nessuna infrastruttura essenziale per la comunicazione e la vita civile in Italia e nell’Unione europea possa essere oscurata o interrotta in base a sanzioni di Paesi stranieri senza la possibilità di accedere a un meccanismo europeo di tutela, riesame e difesa.

L’appello è rivolto direttamente alla presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen; alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; al ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani; al ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; e al governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta.

Tre le principali richieste avanzate dalla Rete

A livello europeo, si chiede l’introduzione di un meccanismo di riesame delle sanzioni straniere e l’estensione delle garanzie previste dal Digital Services Act anche a domini, conti e servizi essenziali, per evitare che provvedimenti adottati al di fuori dell’ordinamento europeo possano determinare interruzioni senza adeguate possibilità di ricorso.

Al Governo italiano viene chiesto di intervenire direttamente presso le autorità statunitensi per tutelare le realtà nazionali coinvolte e prevenire conseguenze analoghe a quelle subite da Autistici/Inventati.

Alle autorità di vigilanza, infine, la Rete chiede di predisporre strumenti capaci di proteggere banche e istituti finanziari europei dai rischi e dalle pressioni derivanti dall’applicazione di sanzioni straniere, salvaguardandone al contempo la capacità di operare nel rispetto delle norme europee.

Il caso A/I diventa così emblematico di una questione più ampia: la capacità dell’Europa di garantire autonomia decisionale, continuità dei servizi digitali e tutela dei diritti quando misure adottate da governi stranieri producono effetti concreti sul proprio territorio. Per la Rete per i Diritti Umani Digitali, assicurare strumenti effettivi di difesa e controllo non è soltanto una questione di politica internazionale, ma una condizione essenziale per proteggere le infrastrutture digitali e i diritti di chi le utilizza.

Lascia un commento