Parcheggio condominiale, cosa occorre sapere
Di Rossella Boette
Sono tante le persone con disabilità residenti in condomini dotati di parcheggio in comune e che hanno però, difficoltà nella mobilità. In questi casi la legge prevede la possibilità di avere un posto auto riservato proprio vicino all’ingresso del palazzo,valutando concretamente l’organizzazione del parcheggio, i posti disponibili e le esigenze specifiche della persona.
Il parcheggio riservato
Con la sentenza nr. 8863, del 6 giugno 2022, il tribunale di Roma ha affrontato un caso in cui alcuni posti auto erano stati destinati a persone con disabilità, proprio all’interno del parcheggio condominiale. Una condomina ha contestato questa scelta ma, il tribunale l’ha ritenuta legittima.
L’elemento fondamentale è uno: i posti auto devono essere sufficienti per garantire il parcheggio a tutti i condomini e come ricordato dal giudice, sulla base dell’art 1130 del codice civile, l’amministratore di condominio deve disciplinare l’utilizzo delle cose per assicurarne il godimento da parte di ogni condomino.
Riservare alcuni posti a persone con disabilità non significa fare un favore, ma piuttosto garantire una parità reale di utilizzo, evitando discriminazioni indirette.
Il parcheggio è di tutti
Trattare tutti nello stesso modo, spesso significa impedire di mettere tutti nelle stesse condizioni. Una persona senza alcuna difficoltà motoria, può parcheggiare più lontano dall’ingresso del condominio e percorrere un tratto a piedi. Per una persona con una grave mobilità motoria invece, quei pochi metri possono rappresentare un ostacolo importante. È per questo che la Legge 67 del 2006, capace di tutelare le persone con disabilità dalle discriminazioni, può avere rilevanza anche in questo tipo di situazioni condominiali.
Questo ovviamente non significa che basti avere una disabilità per avere il posto auto privato, una sentenza applicata a un caso specifico non si può trasformare in una regola automatica valida in qualsiasi situazione. Ad esempio, se i posti auto sono pochi, bisogna valutare la situazione concreta, l’organizzazione degli spazi, i diritti degli altri condomini e le possibili soluzioni. Questo ovviamente non significa neanche che l’assemblea possa semplicemente rispondere “no”, senza valutare le specifiche esigenze della persona con disabilità.
La sentenza del 2025
Il Tribunale di Teramo, nella sentenza nr. 1267 del 31 ottobre 2025, ha affrontato il caso di un minore con disabilità grave. L’assemblea condominiale aveva infatti negato la richiesta della famiglia di avere uno stallo all’interno della corte condominiale, utile non solo per accesso e uscita dall’abitazione in modo più agevole e sicuro, ma anche per lo stazionamento dei veicoli necessari alle terapie domiciliari. Per questo, il Tribunale ha ritenuto il rifiuto illegittimo, annullando la delibera condominiale e obbligando il condominio a riservare lo stallo al minore.
Cosa bisogna fare quindi se si ha questa necessità? Prima di tutto, è importante presentare una richiesta scritta e motivata all’amministratore di condominio, spiegando le difficoltà concrete e la necessità di parcheggiare vicino all’ingresso.
È utile anche documentare la situazione e chiedere che venga trovata una soluzione compatibile con gli spazi disponibili. Se ci sono posti sufficienti per tutti, la questione sarà molto semplice. Se invece dovesse essere necessario ricavare un nuovo spazio oppure modificare l’organizzazione dell’area comune, bisogna valutare concretamente le regole condominiali applicabili.