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Donne e risorse economiche proprie: non ci siamo

Di Rossella Boette

donneUn’indagine condotta in Italia da mUp Research-Morstat per facile.it ha messo a fuoco la dipendenza economica in cui molte donne vivono. Il sondaggio è stato condotto online dal 21 al 28 settembre 2026 su un campione di donne tra i 25 e i 65 anni e sottolinea come circa 26mila affidano al partner la gestione dei propri fondi e 102 mila non hanno reddito o risparmi personali perché il compagno non vuole che lavorino.

I dati

Le stime acquisite sono state ricavate dalle risposte, non sono casi censiti e non misurano l’intero quadro della dipendenza economica, tuttavia, sono in grado di delineare una situazione poco serena.

Il sondaggio mostra i contesti in cui queste situazioni sono più frequenti. Ad esempio, nel Sud e nelle isole emerge maggiormente la gestione dei fondi personali affidata al partner, soprattutto nei paesi sotto i 30mila abitanti e nelle donne tra i 25 e i 34 anni.

L’impedimento di lavorare indotto dal partner invece, presenta nel Sud un’incidenza doppia rispetto al Nord. Il dato non dimostra unicamente una causa culturale, ma anche un terreno in cui tradizione, aspettative occupazionali insufficienti e organizzazione della cura, hanno la meglio sull’indipendenza economica di genere.

Il Meridione

Nel Mezzogiorno, nelle isole e nel Sud, il peso dei ruoli familiari va aggiunto a determinate condizioni capaci di impedirne la modifica. Quando l’alternativa alla disoccupazione è un impiego precario, con una paga modesta e orari non compatibili con la gestione dei figli, la rinuncia può sembrare economicamente ragionevole. Se poi il compenso finisce tutto in asilo, trasporto o assistenza, lavorare non sembra più conveniente.

Inoltre, questo calcolo considera lo stipendio delle donne come il solo destinato a coprire la cura della famiglia e della casa, come se conciliare questi due aspetti fosse un problema solo femminile.

Il patriarcato

La disponibilità del lavoro non basta a superare il concetto di patriarcato familiare, in cui l’idea dell’uomo responsabile della casa e della donna responsabile della famiglia persiste ancora. Il benessere generale del nucleo familiare non riguarda necessariamente quello di tutti i suoi componenti e questo si percepisce anche nei dati Istat: nel 2023, anche nelle coppie in cui entrambi lavorano, il 68,9 per cento del lavoro familiare è svolto dalle donne e lo squilibrio diventa ancora più alto in presenza di figli e nel Mezzogiorno.

Avere un lavoro quindi, non garantisce la divisione equa del carico familiare, visto come si continua a considerare il tempo femminile più disponibile.

Lo squilibrio di potere

La dipendenza economica non è collegata in automatico alla violenza. Conta infatti se un accordo è libero e trasparente e il confine però cambia quando il denaro diventa un mezzo di controllo.

Il sondaggio stima come circa 498mila donne con reddito o risparmi personali, debbano giustificare le proprie spese al partner. Quelle prive di risorse proprie, ovvero 104mila, dichiarano invece di non poter fare nessuna spesa senza il consenso del partner e 166mila donne non conoscono lo stipendio del compagno perché lui non vuole dirlo.

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