Turismo accessibile, il mercato cresce
Di Giuseppe Giuliani
Cresce il peso del turismo accessibile all’interno del sistema turistico italiano. Lo dicono i numeri: 9 milioni di arrivi, 38,6 milioni di presenze e un valore aggiunto diretto valutato in 5,3 miliardi di euro, che raggiunge i 9,8 miliardi considerando l’impatto economico complessivo.
L’obiettivo dell’Istituto italiano per il turismo per tutti (Isitt) è quello di rendere l’accessibilità misurabile, verificabile e parte delle politiche delle destinazioni. L’Isitt è un’associazione senza scopo di lucro socia della Consulta per le persone in difficoltà.
Il rapporto
È stato presentato al Ttg Travel Experience di Rimini il Rapporto dell’Istituto italiano per il turismo per tutti del 2026. Realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Torino, fornisce un quadro completo e aggiornato sul settore. Mette a disposizione, inoltre, informazioni che consentono di capire l’evoluzione del turismo accessibile e, quindi, orientare le scelte.
Sul territorio nazionale, il turismo accessibile porta 38,6 milioni di presenze, l’8,3 per cento del totale nazionale. È possibile leggere il rapporto completo sul sito www.isitt.it.
Il dato
Il dato più rilevante che emerge dal confronto tra il rapporto di quest’anno e quello del 2025, riguarda il passaggio da un interesse diffuso a una maggiore determinazione da parte di chi riconosce nell’accessibilità un modo per migliorare la qualità dei servizi, con un rafforzamento degli investimenti da parte delle aziende più impegnate. Le strutture che ancora devono decidere se investire nell’ambito, sono passate dal 9,5 per cento al 21,1. Mentre tra le aziende che hanno già scelto la strada dell’accessibilità si rileva una crescita di chi ha aumentato gli investimenti.
La tecnologia
La tecnologia è ritenuto strumento importante per migliorare l’accessibilità, ma non l’unica soluzione. Le aziende puntano sulla possibilità di far prenotare in autonomia, sul miglioramento della mobilità e sui sistemi di orientamento. Più in generale, su tutto ciò che consente di migliorare l’esperienza di viaggio.
Il passo in avanti
Il settore sembra aver recepito un’informazione fondamentale: non è solo una questione di barriere architettoniche. Il turismo si può definire accessibile solo se tutto il percorso dalla ricerca delle informazioni alla prenotazione, dai trasporti all’accoglienza, dalla fruizione dei servizi alla scoperta delle destinazioni non presenta ostacoli.
I punti critici
Ci sono ancora diversi problemi da risolvere: intanto, reperire le informazioni non è semplice, poi emerge una differenza tra accessibilità dichiarata e accessibilità effettivamente verificabile. Mancano anche continuità nei servizi e competenze diffuse. Inoltre, le innovazioni sperimentali devono essere adottate su larga scala.
La proposta
Per affrontare questi problemi è necessario mettere in relazione operatori turistici, istituzioni, tecnologie, infrastrutture e bisogni dei viaggiatori. Il rapporto è parte del percorso avviato con il Torino Manifesto on Tourism for All 2025. L’idea è quella di avere sistema continuativo di monitoraggio del turismo accessibile.
Il passaggio successivo è quello di creare un osservatorio sul turismo accessibile in modo da avere dati precisi da mettere a disposizione di imprese, territori e istituzioni.